VIDEO | Coronavirus, i gestori degli stabilimenti: “Fateci tornare in spiaggia per i lavori”

"Siamo pronti a mettere in pratica tutte le richieste per la stagione, ma fateci sistemare le spiagge per pensare di partire a giugno", dice la portavoce nazionale di Cna Balneatori
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “La priorità per la nostra categoria ora è quella di poter tornare in spiaggia per i lavori di manutenzione subito dopo Pasqua così da poterci preparare in vista di una possibile apertura di giugno”. Tra le preoccupazioni per l’emergenza Coronavirus e le incertezze legate alle disposizioni europee previste dalla Bolkestein gli operatori balneari si preparano ad affrontare una stagione che si annuncia complessa. Sabina Cardinali, imprenditrice pesarese (titolare dello stabilimento ‘Bagni Tino’) e portavoce nazionale di Cna Balneatori, resta positiva. Tanto che chiede di consentire agli operatori balneari di andare in spiaggia per eseguire lavori di manutenzione subito dopo Pasqua, superando i divieti di spostamento e la chiusura delle spiagge.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Coronavirus, balneari Sardegna: “Ora estendere concessioni fino al 2033”

“A Roma non ne abbiamo ancora parlato perché giustamente questo è il momento dell’emergenza sanitaria ma l’emergenza economica è immediatamente successiva-spiega Cardinali all’agenzia ‘Dire’-. Le aziende devono riuscire a poter lavorare. Noi operatori abbiamo bisogno di un tempo di preparazione che è abbastanza lungo. Minimo un mese per fare le manutenzioni più semplici. È importante che venga concesso, almeno a noi titolari, di poter andare in spiaggia a lavorare rispettando il distanziamento e con gli adeguati dispositivi di protezione. Dopo Pasqua dobbiamo iniziare a fare qualcosa anche in vista di una possibile apertura di giugno“.

Altra spada di Damocle che pende sulla testa degli imprenditori è quella della liberalizzazione delle concessioni demaniali prevista dalla direttiva Bolkestein. Il Governo Conte nel 2018 esortò i Comuni a prevedere una proroga delle concessioni fino al 2033 in attesa di una legge nazionale di riordino del settore che però non è ancora arrivata. Nel frattempo i Comuni si sono mossi a ‘macchia di leopardo’.

LEGGI ANCHE: Coronavirus e turismo, in Italia in fumo 18 mld nel 2020. La Sardegna perderà 367 mln di euro

Nelle Marche la Regione ha inviato delle linee guida a tutti i Comuni per rinnovare le licenze alle concessioni demaniali ma non tutti si sono adeguati. “Occorre allungare le concessioni come è stato detto dal Dpcm del 2018 che non è ancora applicato in ogni regione- continua Cardinali-. Le Marche hanno chiesto ai Comuni di allungare le concessioni al 2033 ma non tutti l’hanno fatto. Questo passaggio è fondamentale prima di tutto per permettere alle aziende di esistere. Poi per sostenere il settore è necessario che molte delle misure previste nel decreto Cura Italia siano indirizzate anche al settore turistico che è stato fortemente provato dall’emergenza. Sono saltate le gite scolastiche, le prenotazioni pasquali. È saltato tutto”.

CHE STAGIONE NEL 2020?

Ma ci sarà una ‘stagione’ nel 2020? “Lo spero per noi imprenditori perché significa lavoro ma per tutti i cittadini che ora più che mai hanno bisogno di stare all’aria aperta in un ambiente salubre come quello del mare- conclude Cardinali-. La stagione ci sarà anche se sarà difficile per noi e per la gente e non so quanto sarà lunga. Da parte nostra siamo pronti a mettere in campo tutte le misure che ci verranno richieste per garantire la salute dei nostri clienti come prevedere spazi liberi più ampi o usare sanificanti diversi per le nostre strutture rispetto a quelli che stiamo utilizzando”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

8 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»