L’Iran attacca, missili contro le basi americane in Iraq. Trump: “Va tutto bene”. Rouhani: “Cacceremo gli Usa”

Colpite le basi di Al-Anbar e Erbil. Per il ministro iraniano è "legittima difesa". Il raid sarebbe dimostrativo e fatto con cautela per evitare il più possibile vittime americane
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ROMA – Pioggia di missili contro le basi americane: all’1.20 di questa notte ora locale (in Italia era circa mezzanotte) l’Iran ha avviato l’operazione ‘Soleimani Martire‘ e lanciato missili (più di una decina) contro due basi Usa in Iraq. Le basi colpite sono a Erbil, nel nord, e ad Al Asad, nella provincia occidentale di Al-Anbar.

Non è chiaro al momento se e quante siano le vittime. A Erbil ci sono militari italiani, ma sono illesi: si sono rifugiati in appositi bunker.

L’orario in cui è stato sferrato l’attacco è la stessa alla quale venerdì un drone americano aveva colpito il convoglio a bordo del quale viaggiava il generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso nell’esplosione.

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L’attacco di questa notte sarebbe stato messo a segno con molte cautele, per ridurre al minimo le vittime e renderlo un gesto soprattutto dimostrativo e intimidatorio. L’Iran avrebbe infatti colpito le basi in Iraq assicurandosi prima che i raid non provocassero vittime, in particolare statunitensi: lo ha riferito la Cnn, citando dirigenti del Pentagono. La ricostruzione è stata avanzata dal corrispondente Jake Tapper, anche via Twitter.

“Un funzionario del Pentagono – ha riferito il giornalista – mi ha detto che molti ufficiali americani credono che l’Iran abbia scelto volutamente gli obiettivi in modo che non ci fossero vittime, in particolare statunitensi: bersagli selezionati, danno minimo, massimo effetto-avvertimento”.

KHAMENEI: “NON ACCETTEREMO LA PRESENZA USA”

Gli Stati uniti “sono stati schiaffeggiati la scorsa notte, ma tali azioni militari non sono sufficienti”. L’Ayatollah Seyed Ali Khamenei, leader supremo dell’Iran, lo scrive su Twitter commentando il lancio di missili di stanotte su due basi Usa in Iraq.

“Gli Stati Uniti hanno causato guerra, divisione, distruzione e la demolizione di infrastrutture in questa  regione”, scrive ancora su Twitter Khamenei. “Questa regione non accetterà la presenza degli Stati Uniti. Devono essere fermati“.

TRUMP: “ABBIAMO I SOLDATI PIU’ FORTI AL MONDO”

“Va tutto bene – ha twittato Trump nella notte – Missili lanciati dall’Iran a due basi militari in Iraq. Stiamo facendo una ricognizione dei danni e delle vittime in queste ore. Finora va bene! Abbiamo le truppe più forti e meglio equipaggiate al mondo! Rilascerò una dichiarazione in mattinata”.

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Il presidente Trump dovrebbe parlare in mattinata, quando in Italia sarà già pomeriggio. Intano, nella notte in Usa si è tenuto il consiglio di sicurezza nazionale con il segretario di Stato Mike Pompeo e il capo del Pentagono Mark Esper. Per ora il presidente Trump ha escluso vittime americane. La situazione è di massimo rischio: l’Iran minaccia di attaccare Israele e gli stessi Usa in caso di contrattacco americano e avverte Trump di ritirare le truppe dalla Regione.

IL MINISTRO IRANIANO: “NON VOGLIAMO UNA GUERRA MA CI DIFENDEREMO”

Nella notte in un tweet il ministro degli Esteri Javad Zarif ha parlato di “misure proporzionate di legittima difesa nel rispetto dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite” e ha sottolineato che l’Iran “non vuole la guerra né l’escalation” ma “si difenderà da ogni aggressione”.

La pioggia di missili è stata annunciata dalla tv di stato iraniana citando la Guardia Rivoluzionaria. La conferma è arrivata da una nota del Pentagono, che ha parlato di “oltre una dozzina” di missili.

ROUHANI: “SENZA SOLEIMANI CAPITALI EUROPEE SAREBBERO IN PERICOLO”

“Il generale Soleimani ha combattuto eroicamente contro l’ISIS, Al Nusrah, Al Qaeda e altri. Se non fosse per la sua guerra al terrore, le capitali europee sarebbero in grave pericolo ora”. Hassan Rouhani, presidente della Repubblica islamica dell’Iran, lo scrive su Twitter.

“La nostra risposta finale al suo assassinio sara’ quella di cacciare tutte le forze statunitensi fuori dalla regione”, aggiunge Rouhani.

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8 Gennaio 2020
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