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Tg Politico Parlamentare, edizione del 7 dicembre 2021

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EGITTO, ZAKI VERRÀ SCARCERATO

Dopo 22 mesi potrà finalmente uscire dal carcere. Patrick Zaki sarà rilasciato in attesa della prossima udienza, che si terrà il primo febbraio. Il giudice egiziano ha disposto la scarcerazione dello studente dell’università di Bologna, ma le accuse per il momento restano confermate. Oggi a Mansoura, dove ha avuto luogo l’udienza, Zaki era in aula e ad aspettarlo c’erano anche la sorella, il padre e la madre. Zaki è accusato dal regime egiziano di aver diffuso notizie dannose per lo Stato, quando nel 2019 raccontò in un articolo le violenze subite dai copti. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime “soddisfazione per la scarcerazione di Patrick Zaki, la cui vicenda- assicura- è stata e sarà seguita con la massima attenzione da parte del governo italiano”.

COVID, IN ARRIVO NUOVI FARMACI A DOMICILIO

L’epidemia è in espansione: in Italia ci sono già 11 casi di variante Omicron. L’indice Rt è intorno all’1,2 e sale l’incidenza dei contagi da Covid: si segnalano 173 casi ogni 100 mila persone. Aumentano, però, le prime dosi di vaccino: ieri ne sono state fatte oltre 42 mila in più rispetto a domenica. L’Aifa annuncia che presto saranno a disposizione nuovi farmaci monoclonali a domicilio, che permetteranno così di non intasare gli ospedali. Intanto, continuano le verifiche sui Green pass: ieri sono stati 120 mila i cittadini controllati e 3 mila quelli multati.

CGIL E UIL CONTRO DRAGHI, ORLANDO “SORPRESO”

Erano sette anni che i sindacati non si dividevano per uno sciopero generale. Allora Cgil e e Uil scesero in piazza contro il Jobs Act di Renzi, stavolta la “triplice” non è riuscita a rimanere compatta nel giudizio sulla manovra di Draghi. Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri accusano il governo di non aver stanziato abbastanza soldi per i poveri, preferendo premiare tutti, anche e soprattutto, dicono, i redditi alti. “Sorpreso” il ministro Andrea Orlando che ricorda come la finanziaria “rafforzi le garanzie per i lavoratori e aumenti le risorse per il sociale”.

CONTE NON SI CANDIDA ALLA CAMERA E ATTACCA CALENDA

Giuseppe Conte si tira indietro: non sarà lui il candidato del centrosinistra alle suppletive per il seggio alla Camera lasciato libero da Roberto Gualtieri. Il capo politico dei 5 stelle ringrazia Enrico Letta per la proposta, ma declina. Renzi e Calenda lo attaccano dicendo che il dietrofront è dovuto alla paura di perdere. Conte spiega: “Mi sto dedicando al Movimento, questo mi assorbe completamente”, e aggiunge: “Calenda e Renzi cercano solo pubblicità”.

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