FOTO | Nasce a Roncade H-Farm campus, risposta alla ‘fuga dei cervelli’

Il governatore Zaia ha inaugurato il campus di H-Farm a Ca'Tron, il progetto da oltre 100 milioni di euro che porterà in provincia di Treviso oltre 2.000 studenti
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VENEZIA – “Benvenuti nel futuro”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, inaugurando oggi il nuovo campus di H-Farm a Ca’Tron, progetto che ha richiesto un investimento da oltre 100 milioni di euro e che porterà a Roncade, provincia di Treviso, circa 2.000 giovani studenti, dalle scuole di infanzia alla formazione post universitaria.

“Abbiamo fatto la posa della prima pietra il 17 settembre dell’anno scorso, vuol dire che in meno di un anno si è realizzato tutto quello che vedete… Altro che il ponte di Genova, venite qui ad imparare“, prosegue Zaia che riprende un concetto espresso dal patron di H-Farm, Riccardo Donadon, sostenendo che “questa è la risposta italiana al problema della fuga di cervelli“.

Il nuovo campus, e la scuola internazionale che ospiterà, saranno infatti un elemento di attrazione per i professionisti di oggi e di domani. “Un modello da replicare a livello italiano e internazionale“, conclude Zaia. “Non deve essere così difficile fare una cosa bella”, aggiunge Donadon che, con toni gentili e un approccio morbido, si toglie qualche sassolino dalle scarpe, evidenziando che nonostante il massimo sostegno ricevuto dalla Regione, a causa di qualcuno il progetto ha subito un ritardo di due anni che ha comportato una perdita di 10 milioni per la società. Ma quello che preme al patron di H-Farm non è tanto puntare il dito contro qualcuno o qualcosa, la burocrazia ad esempio, quanto chiarire che il paradigma deve cambiare se non si vuole penalizzare il territorio fino a distruggere o far fuggire qualsiasi spinta innovativa e imprenditoriale. “La nostra generazione ha lo schema mentale di essere soli a combattere contro tutto e tutti per arrivare al risultato, le nuove generazioni no e non lo avranno. Semplicemente, se qui non trovano un territorio fertile se ne vanno. Quindi il territorio deve essere in grado di attrarli, non di respingerli“. E proprio ad attrarli serve H-Campus.

“Siamo convinti che il mondo della formazione stia iniziando a vivere la sua grande trasformazione e lo stia facendo molto velocemente. E ormai non è più solo un tema di strumenti o di contenuti, ma anche di luoghi. In un mondo sempre più digitale che corre e si evolve di continuo, dove i valori sono profondamente diversi, è anacronistico far nascere un luogo che pensi solo a formare, o solo a fare business, o solo a fare ricerca. Queste tre cose devono stare assieme ed ispirarsi l’una con l’altra. Noi ne siamo convinti e il nostro Campus è la risposta a questa nuova traiettoria”, conclude Donadon. Nello specifico il progetto si sviluppa su oltre 51 ettari, con 10 nuove strutture dedicate in particolare alla formazione, ma anche al mondo delle startup e delle imprese, per un totale di 30.000 metri quadri di nuova superficie coperta, interamente a cubatura zero, grazie al recupero dei volumi di edifici in stato di abbandono già presenti nella zona interessata e all’abbattimento di una ex base militare. Gli edifici dedicati alla formazione sono cinque, lo studentato prevede fino a 244 posti letto, e c’e un centro sportivo composto di un palazzetto e oltre 5.000 metri quadri scoperti, che ospitano campi polivalenti, da tennis, paddel, rugby, uno skate park e un bmx pump track. Il Campus, infine, è autosufficiente dal punto di vista energetico e solo il 10% dell’area è edificato, mentre 27 ettari sono adibiti a parco attrezzato e area boschiva aperti al pubblico.

Dal punto di vista economico, la realizzazione del Campus è stata possibile grazie alla costituzione, nel febbraio del 2017, di un fondo immobiliare chiuso, non speculativo, denominato ‘Ca’Tron – H-Campus’. Il fondo, gestito da Finint Investments Sgr, ha un attivo di oltre 101 milioni di euro ed è stato sottoscritto da investitori istituzionali: Cattolica Assicurazioni detiene la quota maggioritaria (60%), Cdp Investimenti Sgr, con il fondo Fia 2 ‘Smart housing, smart working, Education & Innovation’, il 40%.

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7 Settembre 2020
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