Covid, Bassetti: “Copertura vaccinale dura almeno un anno. Immunità di gregge? Forse non sarà necessaria”

matteo bassetti
Al centro dell'intervista rilasciata dal direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, all'Agenzia Dire anche l'apertura dei brevetti ai Paesi in via di sviluppo, il pass vaccinale e il coprifuoco
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ROMA – Dall’opportunità o meno di mantenere il coprifuoco alle 22 (di estenderlo oppure persino di eliminarlo) alla durata dell’immunità indotta dai vaccini. Dalla proposta ‘americana’ di revocare i brevetti, tutelando comunque le aziende farmaceutiche, al raggiungimento di una possibile immunità di gregge. Dal ‘pass vaccinale’, con i suoi problemi legati alla tutela della privacy, all’eventuale ‘pericolo’ di contagio che si potrebbe correre questa estate prendendo traghetti o aerei per andare in vacanza, fino al ‘vantaggio’ di avere un ministro della Salute medico-infettivologo durante una pandemia. Di tutto questo l’agenzia Dire ne ha parlato con Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, nel corso di un’intervista video. 

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– In questi giorni uno dei temi più caldi, perdoni il gioco di parole, è il coprifuoco. Secondo lei deve essere esteso, mantenuto alle 22 o direttamente eliminato?

 “Il coprifuoco è stato introdotto insieme ad una serie di altre misure, come la chiusura delle attività commerciali, e tutte insieme hanno prodotto un beneficio. Nel momento in cui vengono eliminate molte delle chiusure ma rimane vivo il coprifuoco, vuol dire concentrare in uno spazio temporale lo stesso numero di persone che va al bar o al ristorante e quindi finisce per essere quasi paradossalmente controproducente. In Italia a cena si va intorno alle 20, non come in Germania o Svizzera alle 18, quindi credo sarebbe stato ragionevole spostare il coprifuoco alle 23. Mi auguro che se i numeri saranno buoni nelle prossime settimane si possa poi eliminarlo definitivamente a fine maggio, mantenendo chiaramente tutte misure di distanziamento nelle attività commerciali. Il coprifuoco per come è stato definito è una misura ‘anti-liberale’ che noi viviamo in Italia da sette mesi e, come per tutte le misure che durano per così tanto tempo, finiscono in qualche modo anche per perdere il loro effetto”. 

– Parliamo ora di vaccini: quanto dura la copertura? Sei mesi è un periodo ‘prudenziale’ o sarà necessaria per tutti una terza dose di richiamo? 

“Sei mesi mi pare una durata bassa. Io mi sono vaccinato a dicembre, vuol dire che a giugno dovrei vaccinarmi un’altra volta? Non credo, personalmente sono in disaccordo. I dati sull’immunità ci dicono che dura almeno 12 – 18 mesi. La terza dose dovrebbe essere fatta ragionevolmente tra i 6 e 12 mesi. Quindi nel mio caso penso che il prossimo novembre/dicembre dovrò fare la terza dose, che potrebbe essere anche molto utile per coprire le varianti. In ogni caso dovremo abituarci all’idea che una volta all’anno ci vaccineremo contro il Covid”. 

– Si raggiungerà mai l’immunità di gregge?

“Penso di sì, ma forse neppure ci serve. Guardiamo l’Inghilterra, per esempio, non l’ha raggiunta eppure è arrivata a ridurre in maniera drastica i contagi, le ospedalizzazioni e i decessi. Se arriva l’immunità di gregge e tendiamo al 90-95% come per altre malattie infettive ben venga, ma credo che sarà sufficiente anche una copertura inferiore. Se arriveremo al 70-75% a ottobre benissimo, sarà una cosa eccezionale, ma probabilmente già al 50% noi vedremo dei dati straordinari in termini di riduzione delle ospedalizzazioni e dei decessi”.


“ELIMINARE I BREVETTI PER I PAESI IN VIA DI SVILUPPO, MA REGOLE PER TUTELARE AZIENDE“

– Intanto il presidente degli Stati Uniti, Jor Biden, ha proposto di revocare i brevetti sui vaccini. Anche il ministro Speranza è d’accordo, mentre le big pharma criticano questa possibilità. Lei da che parte sta?

Io sto sicuramente dalla parte dell’apertura dei brevetti. È una cosa ragionevole. Per sconfiggere il virus dobbiamo fare in modo che il vaccino sia a disposizione di chiunque e dovunque. Il virus non guarda in faccia nessuno. I Paesi sviluppati continueranno a comprare il vaccino come hanno fatto perché è giusto tutelare chi ha investito nella produzione, ma per i Paesi in via di sviluppo i prezzi di mercato sono elevati e allora bisogna eliminare i brevetti. È una iniziativa umanitaria. Chiaramente serviranno delle regole: se l’India produce dei vaccini non è che poi può venderli all’estero. Un po’ come si è fatto in passato con l’Hiv, dando la possibilità ai Paesi poveri di produrre direttamente i farmaci che costavano troppo”. 

“SARÀ UN’ESTATE TRANQUILLA, MA CONVIVEREMO CON IL VIRUS ANCHE IL PROSSIMO ANNO”

– La scorsa estate i contagi sono scesi al minimo, poi in autunno è arrivata la seconda ondata di contagi. Come vede l’estate che sta arrivando ma soprattutto il prossimo autunno?

Sarà un’estate di vaccinazione, ragionevolmente tranquilla e i contagi continueranno a diminuire. Il prossimo autunno più vaccinati avremo e minore sarà il rischio di una quarta ondata. Chiaramente dovremo convivere con il virus anche il prossimo anno, che non vuol dire chiudere di nuovo tutto, ma finché tutti non si saranno vaccinati continueranno ad esserci dei casi. Una cosa è un’onda che cresce in maniera importante, un’altra è ‘un’ondina’ gestibile. Penso comunque che ai numeri di ospedalizzazioni esponenziali non ci arriveremo più”. 

“RISCHIOSO PRENDERE AEREI E TRAGHETTI? NO, MA CON LE MASCHERINE E IL DISTANZIAMENTO”

– Parlando di vacanze, pensa sia prudente prendere un aereo o un traghetto?

“Sono sicuri: se siamo vaccinati non ci sarà nessun tipo di rischio, se non lo siamo metteremo la mascherina e applicheremo il distanziamento”.

“LA LEGGE SULLA PRIVACY È ANACRONISTICA,‘PASS’ VACCINALE FONDAMENTALE”

– Si sta lavorando anche per il pass vaccinale. Sarà un provvedimento utile?

Il pass vaccinale è fondamentale perché ci mette al passo con il resto del mondo. Ci siamo arrivati per ultimi, meno male che il presidente Draghi ha ampiamente ricordato che il ‘pass vaccinale‘ sarà un modo per avere turisti in Italia ma anche noi per andare all’estero. La legge sulla privacy, per quel che riguarda i vaccini, in questo momento è assolutamente anacronistica. Spero che su questo argomento qualcuno, soprattutto di chi in Italia dovrebbe garantire la privacy, riveda la sua posizione, perché in alcune situazioni sanitarie la privacy passa in secondo piano. D’altronde ricordo come durante la pandemia i giornali e tv abbiano riportato i nomi dei contagiati senza alcun problema”.

“IO MINISTRO DELLA SANITÀ? NESSUNO ME L’HA CHIESTO…”

– Mi permetta un’ultima domanda, un po’ di colore’… “Sono narciso e non me ne vergogno”, ha dichiarato recentemente durante un’intervista. Ma le piacerebbe diventare ministro della Sanità?

“Dipende sempre da chi te lo chiede, quando te lo chiedono e quali sono le prospettive. Ad oggi nessuno me l’ha chiesto e sono contento di continuare a fare il mio lavoro. Oggi, che siamo di fronte ad una pandemia, potrebbe esserci bisogno di avere un ministro medico infettivologo. In altri momenti sinceramente non lo so… Quanto alla presenza in tv di medici, chi va in televisione, come ci vado io, non solo tra i medici, ci va perché gli piace andarci, nessuno è costretto. In questo caso però il narcisismo non è un difetto, perché aiutiamo i cittadini a capire cosa fare con una malattia infettiva. Quando sparirà il Covid saremo contenti di sparire dalla tv, perché vorrà dire che abbiamo vinto”. 

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