Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Tg Politico Parlamentare, edizione del 6 settembre 2021

I titoli e il tg politico parlamentare della Dire
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

GREEN PASS, IN ARRIVO OBBLIGO PER STATALI E RISTORATORI

Settimana decisiva per le norme anti-covid. Dopo i medici e gli insegnanti, il Governo pensa di estendere l’obbligo del green pass ad altre categorie. Sul tavolo di Palazzo Chigi un nuovo decreto per l’obbligo della certificazione per dipendenti pubblici e lavoratori di bar e ristoranti. Le norme scatterebbero da ottobre per permettere a chi ancora non è vaccinato di procedere con la prima dose. La maggioranza è divisa. La Lega resta contraria. Si cercherà una sintesi in una cabina di regia con il premier Draghi entro la fine della settimana. Quanto allo smart working, non sarà abolito ma resterà una quota. Sul fronte lavoro privato, sindacati e imprese cercano un’intesa sulle regole del green pass in azienda. Per la scuola infine si pensa alla possibilità di mascherine abbassate nelle classi con tutti gli studenti vaccinati.

SCONTRO SU REDDITO DI CITTADINANZA, CONTE: ATTACCHI VERGOGNOSI

Prosegue lo scontro sul reddito di cittadinanza. Giuseppe Conte torna a difendere la misura attaccando la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha parlato di ‘metadone’ di Stato. Secondo l’ex premier e capo M5s è ‘vergognoso’ che alcuni esponenti politici “con stipendi da privilegiati” vogliano eliminare “un provvedimento di civiltà”. Voci contrarie anche nella maggioranza. Per Matteo Renzi il reddito di cittadinanza “crea sprechi”. Il ministro leghista dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti propone di trasformarlo in reddito di lavoro. Rincara Matteo Salvini: “Ha portato lavoro nero e disoccupazione, va modificato o cancellato”. Dal Pd Stefano Bonaccini sottolinea che la norma ha mostrato “crepe e limiti evidenti”. Intanto l’Ocse, nel suo rapporto sull’Italia, osserva che il reddito di cittadinanza “ha attutito la povertà ma va ridotto”.

OBBLIGO VACCINALE, LE PROTESTE NO VAX NON SI FERMANO

I nuovi appelli di Mattarella e Draghi sull’obbligo vaccinale agitano le piazze italiane. Gli oppositori del certificato verde si sono riuniti a Roma guidati dal leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Il green pass ‘è un atto di discriminazione violentissimo’, urlano. Il Governo tira dritto. Il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, avverte: “Se non bastasse il Green Pass andrebbe preso in considerazione l’obbligo vaccinale’. E il passaporto verde “andrebbe esteso agli statali, alle forze dell’ordine e alle attività al chiuso”. Nel frattempo la procura di Torino ha emesso un decreto di sequestro della chat Telegram ‘Basta dittatura’, diventata nelle ultime settimane uno dei principali strumenti di comunicazione di No Vax e No Green Pass. Mentre a Roma è stato fermato dalla polizia Giuliano Castellino, storico leader dell’estrema destra romana e uno dei principali agitatori della protesta di questi mesi.

QUIRINALE, LA PARTITA INTORNO A DRAGHI AGITA I PARTITI

Riaperte le aule del Parlamento, i partiti studiano posizionamenti trasversali in vista della scadenza del settennato di Sergio Mattarella. Il centrodestra cerca un’unità di intenti in vista delle elezioni del 2023. Nonostante l’obiettivo comune dell’alleanza politica, Lega e Fratelli d’Italia restano pero’ divisi sul ruolo futuro dell’attuale premier. A Matteo Salvini non dispiace l’idea di Mario Draghi al Quirinale. Il leader del Carroccio ricorda anche le “ambizioni legittime” di Silvio Berlusconi e stoppa i ‘rumors’ di palazzo che parlano di una intesa con una parte del Pd su Draghi al Colle. “Se ne riparlerà a gennaio”, taglia corto Salvini. Forti dubbi invece dalla Meloni su Draghi. Anche se, osserva la leader Fdi, una sua elezione al Quirinale a inizio 2022 porterebbe a elezioni anticipate.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»