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VIDEO | Brasile, Garnero: “Dalla crisi il turismo ne uscirà più forte”

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"Cruciale l'alleanza tra pubblico e privato, terzo settore e comparto sanitario", sottolinea l'ambasciatore in un'intervista con l'agenzia Dire
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di Bianca Oliveira e Joao Vitor Marcelo

SAN PAOLO DEL BRASILE –  Uno dei primi settori colpiti dalla pandemia del nuovo coronavirus è stato il turismo, colpito dalle restrizioni ai viaggi imposte in tutto il mondo. Stando agli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale del turismo (Omt), tra gennaio e ottobre scorsi i luoghi di villeggiatura di tutto il pianeta hanno ricevuto 900 milioni di visitatori in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Un dato, questo, che si traduce in una perdita di quasi un trilione di dollari nel valore del turismo internazionale. Con l’arrivo del vaccino, i Paesi si stanno organizzando per ripartire. In Brasile il ministero del Turismo ha lanciato un piano basato sull’alleanza tra settori pubblico e privato, terzo settore e comparto sanitario, per far sì che il turismo ricominci in modo responsabile, graduale e pianificato, nell’ottica di generare lavoro e reddito per il Paese.

“La pandemia è stata una bomba atomica in Brasile, perché ci trovavamo nel mezzo di una crescita straordinaria” sottolinea l’ambasciatore del Turismo del Brasile, Alvaro Garnero, in un’intervista con l’agenzia Dire. “Qui il turismo ha smesso di generare 250 miliardi di reais, poco più di 39,5 miliardi di euro; è stato il primo comparto a entrare in crisi ed è l’ultimo che si sta riprendendo, anche se credo che ne usciremo più forti di come ne siamo entrati”. L’obiettivo dell’ambasciatore, nominato a settembre, è – insieme con la Agencia Brasileira de Promocao do Turismo (Embratur) – far crescere il turismo interno affinché il comparto si consolidi come uno dei pilastri della ripartenza economica e sociale.

“Quello che sto osservando adesso è un recupero con un andamento a ‘V’. C’è molto fa fare, il governo ha aperto un credito enorme per il settore turistico e i brasiliani hanno accesso la fiamma” dice Garnero, che è anche un imprenditore dell’industria dell’intrattenimento. “Ci sono 11 milioni di viaggiatori che spendono all’estero tra i 20 e i 30 miliardi di dollari. Questi soldi possono essere molto ben spesi a livello nazionale per sostenere i migliori alberghi, i ristoranti e le migliori esperienze. È quello che sta avvenendo e io sono ottimista”.

Il piano di ripresa del turismo contiene misure di salvaguardia delle imprese e dell’occupazione nel settore: miglioramento e delle strutture ricettive e classificazione dei luoghi di villeggiatura; introduzione di protocolli di biosicurezza e promozione di incentivi al viaggio. L’aspettativa del governo brasiliano e’ quella di raggiungere risultati effettivi intorno alla fine del primo semestre del 2021. Anche il potenziale del settore nel creare posti di lavoro e’ fondamentale per diminuire l’impatto sociale della pandemia in Brasile. Secondo Garnero, prima del Covid-19 nel comparto erano impiegate 7 milioni di persone. La previsione è quella di generare tra le due e i tre milioni di opportunità in più nei prossimi tre anni. “Non serve a nulla avere un Paese meraviglioso per quanto riguarda il turismo e posti dove mangiare bene se poi ci sono persone che vivono la fame, un popolo povero” avverte Garnero: “Il turismo deve arricchire i servizi”.

Álvaro Garnero, embaixador do turismo brasileiro: “O turismo vai sair mais forte da crise”

Um dos primeiros setores afetados pela pandemia do novo coronavírus foi o turismo, impactado pelas restrições de deslocamento impostas no mundo todo. De acordo com os últimos dados da Organização Mundial do Turismo (OMT), os destinos receberam 900 milhões a menos de turistas internacionais entre janeiro e outubro, se comparado ao mesmo período de 2019. Esse montante se traduz em uma perda de quase 1 trilhão de dólares em exportação de receitas do turismo internacional. Com a expectativa da chegada da vacina, os países se organizam para alavancar o setor. No Brasil, o Ministério do Turismo lançou um plano de retomada baseado em uma aliança dos setores público e privado, terceiro setor e Sistema S para que o turismo retome as atividades de maneira responsável, gradual e planejada, visando gerar emprego e renda no país.

A pandemia foi uma bomba atômica no Brasil, porque estávamos em uma vertente espetacular. Aqui o turismo deixou de gerar R$250 bilhões, foi o primeiro setor a entrar na crise e está sendo o último a sair, mas acredito que vamos sair mais forte do que entramos”, avalia o embaixador do turismo, Alvaro Garnero, em entrevista à agência Dire. Nomeado em setembro de 2020, o objetivo do embaixador, junto com a Agência Brasileira de Promoção do Turismo (Embratur), é fomentar o turismo nacional para que o setor se consolide como um dos principais pilares da recuperação econômica e social.

“O que eu estou vendo agora é uma recuperação em ‘V’. Tem muita coisa a ser feita, o governo abriu um crédito enorme para setor de turismo e o brasileiro acendeu essa chama. Somos 11 milhões de viajantes que gastam entre 20 e 30 bilhões de dólares no exterior, então esse dinheiro pode ser muito bem empregado internamente para fomentar melhores hotéis, restaurantes e melhores experiências. É o que está acontecendo e eu estou otimista”, conta Garnero, que também é empresário do setor de entretenimento.

O plano Retomada do Turismo contempla medidas de preservação de empresas e empregos no setor; melhoria da estrutura e qualificação de destinos; implantação dos protocolos de biossegurança e a promoção e o incentivo às viagens. A expectativa do governo brasileiro é colher resultados efetivos até o final do primeiro semestre de 2021.

O potencial do setor de geração de emprego também é fundamental para minimizar os impactos sociais da pandemia no Brasil. Antes da pandemia, o setor empregava mais de 7 milhões de pessoas e a perspectiva é de gerar mais 2 a 3 milhões de oportunidades nos próximos 3 anos, segundo Garnero. “Não adianta a gente ter um país que seja maravilhoso na parte do turismo e onde você for fazer uma experiência gastronômica ter alguém passando fome, um povo muito pobre. O turismo enriquece os serviços”, afirma.

Álvaro Garnero, ambassador of Brazilian tourism: “Tourism will emerge stronger from the crisis”

One of the first sectors affected by the new coronavirus pandemic was tourism, impacted by travel restrictions imposed worldwide. According to the latest data from the World Tourism Organization (WTO), the destinations received 900 million fewer international tourists between January and October, compared to the same period in 2019. This amount translates into a loss of almost 1 trillion dollars in export of international tourism revenues.

With the expectation of the arrival of the vaccine, countries are organizing themselves to leverage the sector. In Brazil, the Ministry of Tourism launched a recovery plan based on an alliance between the public and private sectors, the third sector and the S System so that tourism can resume activities in a responsible, gradual and planned manner, aiming to generate employment and income in the country.

“The pandemic was an atomic bomb in Brazil, because we were on a spectacular side. Here tourism has ceased to generate R $ 250 billion, it was the first sector to enter the crisis and it is being the last to leave, but I believe that we will come out stronger than we entered ”, evaluates the tourism ambassador, Alvaro Garnero, in an interview Dire agency.

Named in September 2020, the ambassador’s goal, together with the Brazilian Tourism Promotion Agency (Embratur), is to promote national tourism so that the sector is consolidated as one of the main pillars of economic and social recovery.

“What I’m seeing now is a‘ V ’recovery. There is much to be done, the government has opened a huge credit for the tourism sector and the Brazilian has ignited this flame. We are 11 million travelers who spend between 20 and 30 billion dollars abroad, so that money can be used very well internally to promote better hotels, restaurants and better experiences. This is what is happening and I am optimistic ”, says Garnero, who is also an entrepreneur in the entertainment sector.

The Retomada do Turismo plan includes measures to preserve companies and jobs in the sector; improving the structure and qualification of destinations; implementation of biosafety protocols and the promotion and incentive to travel. The Brazilian government expects to reap effective results by the end of the first half of 2021.

The potential of the job generation sector is also essential to minimize the social impacts of the pandemic in Brazil. Before the pandemic, the sector employed more than 7 million people and the prospect is to generate 2 to 3 million more opportunities in the next 3 years, according to Garnero. “It is no use for us to have a country that is wonderful in terms of tourism and where you are going to have a gastronomic experience to have someone going hungry, a very poor people. Tourism enriches services,” he says.

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