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Algeria, rilasciati Tabbou, Bouraoui e altri attivisti del movimento Hirak

Liberati gli animatori delle proteste che ad aprile hanno portato alla caduta del presidente Abdelaziz Bouteflika, per vent'anni al potere
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ROMA – “Una buona notizia” ma anche solo “un primo passo”, considerando le decine di militanti e attivisti tuttora in carcere per le opinioni espresse: queste alcune delle reazioni di ong e radio di area non governativa al rilascio in Algeria di Karim Tabbou e di altri esponenti del movimento di protesta Hirak.

AMNISTIE E LIBERAZIONI SOTTO IL NUOVO PRESIDENTE

Le liberazioni, che non comportano la cessazione dei procedimenti penali a carico, hanno riguardato anche Amira Bouraoui e Samir Benlarbi. Le decisioni sono state adottate da tribunali di Algeri dopo che il presidente Abdelmadjid Tebboune aveva accordato un’amnistia a beneficio di altri sei attivisti a pochi giorni dall’anniversario dell’indipendenza nazionale di domenica prossima.

Tabbou, 47 anni, in carcere da settembre, era stato condannato a un anno di carcere dopo essere stato giudicato colpevole di “attacco all’integrità del territorio nazionale”. Il prossimo settembre resta in programma l’avvio di un secondo processo a suo carico, con l’accusa di aver “danneggiato il morale dell’esercito”. A dire di “una buona notizia” è stata tra le altre ong Amnesty International. Un appello a “liberare la giustizia” è giunto invece da Abdellah Benadouda, fondatore di Radio Corona Internationale, un’emittente con sede negli Stati Uniti.

Con le sue manifestazioni di piazza del venerdì, Hirak ha determinato la caduta del presidente Abdelaziz Bouteflika nell’aprile scorso, dopo 20 anni al potere. A tornare in libertà anche Bouraoui, ginecologa 44enne, altra figura di spicco del movimento. Era stata arrestata con l’accusa di vilipendio nei confronti del presidente della Repubblica, oltraggio alla religione islamica e attentato alla salute pubblica.

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