Bonus vacanze, boom di contatti in Riviera. Ma sindaco Rimini avverte: “Semplificarlo o non funzionerà”

Il sito info-alberghi.com, che raccoglie gli hotel della Riviera romagnola è quasi andato in tilt: tutti a consultare le informazioni sul bonus vacanze e l'elenco delle strutture che lo accettano
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RIMINI – Col via al bonus vacanze, l’altro ieri, il sito info-alberghi.com, che raccoglie gli hotel della Riviera romagnola, è quasi andato in tilt, contando 64.922 utenti attivi, contro una media di 15.939 in giugno e 8.849 nello stesso mese del 2019. Lo fa sapere l’amministratore delegato della web agency riminese Info Alberghi, Lucio Bonini, sottolineando che “non si è mai visto in 15 anni un traffico così massiccio sul portale, il picco ha bloccato per alcuni minuti il server”.

Ai click si sono aggiunte telefonate, messaggi whatsapp ed e-mail, prosegue, e un’altra conferma dell’interesse degli italiani per il bonus arriva dal fatto che dopo la home page, la pagina più visitata dall’1 giugno all’1 luglio è proprio quella dedicata alle informazioni sul bonus, seguita da quella che raccoglie gli hotel della Riviera che lo accettano, a ora 550. Sul portale sono tante anche le richieste di preventivo: in giugno sono state inviate 488.527 mail e 39.147 menzionano il bonus, analizza ancora Bonini.

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Per il ceo di Info Aberghi, dunque, anche se la misura varata dal Governo ha sollevato parecchie controversie, con gli operatori divisi tra chi vede il bonus come un’occasione e chi invece preferiva la liquidità, “gli italiani sembrano impazienti di poterlo utilizzare”. E proprio sul tema, oggi anche il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha detto che “bisogna necessariamente coinvolgere il sistema creditizio per una ‘trasformazione’ del bonus in liquidità per gli imprenditori”. Bonini, però, la vede così: “Se gestito seriamente dall’albergatore è un successo assoluto, peccato che molti hotel non abbiano capito che al centro della ripresa turistica ci sia l’utente e non l’albergatore”. Insomma, “hotel e associazioni di categoria devono essere pronti ad assecondare la voglia di vacanza ma anche di risparmio degli italiani”, chiosa.

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SINDACO RIMINI: BONUS DA SEMPLIFICARE O NON FUNZIONERÀ

Il bonus vacanze va semplificato altrimenti “rischia di produrre meno della metà del suo positivo potenziale”. Pur essendo “una misura apprezzabilissima”, infatti, è “farraginoso”, specie per gli alberghi “che sono già alle prese con oggettivi problemi di liquidità dopo il lockdown”. Va quindi “sburocratizzato e “bisogna necessariamente coinvolgere il sistema creditizio per una ‘trasformazione’ del bonus in liquidità per gli imprenditori”. lo ha detto ieri il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi che dopo la prima seduta del “Tavolo di crisi per il turismo a seguito dell’emergenza da Covid-19” col ministro Dario Franceschini, mette in fila cinque priorità per il rilancio di un settore alle prese con “difficoltà senza precedenti”. Altra questione avanzata al tavolo da Gnassi e condivisa, dice, da molti, è di avere “al più presto” risposte sull’emendamento avanzato da Anci sul decreto ‘Rilancio’ per le zone ad alta vocazione turistica colpite dalla crisi. Il cosiddetto emendamento per le zone zone rosse-blu economiche. Cioè la richiesta di istituire un fondo per 150 milioni di euro, ripartiti progressivamente tra le località con il più alto rapporto tra residenti e pernottamenti turistici e sulle quali si abbattono più di altri territori gli effetti socioeconomici della pandemia. Tutti i componenti del tavolo, sottolinea Gnassi “sostengono il ministro Franceschini affinché possa ‘irrompere’ in Parlamento, nelle more di approvazione del decreto Rilancio, le proposte per sostenere il settore”. E perché il turismo sia il campo d’investimento “prioritario” delle risorse del Recovery Fund.

E ancora, il primo cittadino di Rimini ha portato al Tavolo è il tema del “sostegno concreto e urgente all’intero settore fieristico e congressuale, e più in generale dell’entertainment”. E’ infatti “sotto gli occhi di tutti la crisi profonda di questi comparti, pezzi fondamentali dei distretti turistici, capaci di creare ricchezza diffusa e livelli occupazionali altissimi”, fa notare. Il quarto e il quinto elemento riguardano le concessioni balneari e “le certezze da garantire agli operatori” e “a favore degli investimenti per i territori che stanno riqualificando e rigenerando le loro aree turistiche”. Per non parlare della “scandalosa situazione”, più volte denunciata e sulla quale Anci ha presentato da tempo un emendamento in Parlamento, “dei cosiddetti pertinenziali”. Il settore turistico, ribadisce infine il sindaco di Rimini, “deve diventare strategico anche in Italia, e dunque al centro delle politiche industriali nazionali”, come avviene strutturalmente nei Paesi vicini e concorrenti. Basti pensare, conclude, all’immissione di risorse per sostenere il turismo in Francia (18 miliardi di euro), in Spagna (12 miliardi di euro), in Gran Bretagna (25 miliardi di euro).

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3 Luglio 2020
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