Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Favoriva la ndrangheta, Caronte&Tourist in amministrazione giudiziaria

Caronte&Tourist
Le indagini hanno fatto emergere, anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, la permeabilità della società di navigazione rispetto ad infiltrazioni della criminalità organizzata
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

REGGIO CALABRIA – È la Caronte&Tourist Spa la società di navigazione attiva nell’attraversamento dello Stretto posta in amministrazione giudiziaria dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Dia coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina. Il provvedimento, scaturito dall’operazione “Scilla e Cariddi”, durerà 6 mesi. È stato inoltre disposto il sequestro dei beni nella disponibilità di Massimo Buda, figlio di Santo Buda, ritenuto appartenente ad una consorteria criminale federata alla cosca Imerti-Condello operante nel comprensorio di Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Il provvedimento è stato emesso su richiesta dei sostituti procuratori Stefano Musolino e Walter Ignazitto, coordinati dai procuratori aggiunti Gaetano Paci e Giuseppe Lombardo. Le indagini hanno fatto emergere, anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, la permeabilità della società Caronte&Tourist Spa rispetto ad infiltrazioni della criminalità organizzata, nonché l’agevolazione garantita dalla società in favore di più soggetti legati alle locali articolazioni di ndrangheta.

PER FIGLIO DEL BOSS BUDA RAPIDA CARRIERA

È di circa 500 milioni di euro il valore stimato della società che vanta anche altre partecipazioni in altri servizi di navigazione, non solo sullo Stretto di Messina ma in ulteriori tratte tra la Sicilia e altre destinazioni.
Gli accertamenti investigativi hanno evidenziato come Massimo Buda rappresenti la longa manus di suo padre, Santo, di recente condannato in appello alla pena di 14 anni e 8 mesi di reclusione, nel procedimento penale “Sansone”, perché ritenuto il reggente della cosca Buda-Imerti di Villa San Giovanni. Buda insieme a Domenico Passalacqua (pregiudicato e destinatario di misura di prevenzione personale e patrimoniale), entrambi dipendenti della società marittima, risultano i portatori degli interessi della cosca di ndrangheta, tra questi alcuni servizi svolti all’interno delle navi: bar, ristorazione, pulizia, prenotazioni per gli imbarchi. A Buda, infine, è stata garantita una rapida e brillante progressione di carriera, con la capacita’ di promuovere e gestire le nuove assunzioni e con la delega conferitagli per la risoluzione delle controversie tra dipendenti o con i fornitori.

Il Tribunale di Reggio Calabria, sezione Misure di prevenzione, ha disposto nei confronti di Massimo Buda il sequestro di 2 ditte individuali comprensive dell’intero patrimonio aziendale con sede a Villa San Giovanni, 5 appezzamenti di terreno di cui uno edificabile di 700 mq complessivi, 2 appartamenti ed un garage a Villa San Giovanni, 1 appartamento con box e piccolo vano cantinato nel Comune di Lissone (Milano), disponibilita’ finanziarie. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro nei suoi confronti e’ stimato in circa 800mila euro.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»