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Focsiv e Caritas ‘insieme per gli ultimi’

L'allarme delle organizzazioni: "La pandemia non è finita e la povertà è aumentata"
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ROMA – “Un unico grande progetto con e per i più poveri”, con un invito per tutti: “condividi il pane, moltiplica la speranza”: è la campagna ‘Insieme per gli ultimi’, condotta da Caritas italiana e dalla federazione del volontariato internazionale Focsiv insieme con le emittenti cattoliche Tv2000 e Radio Inblu2000.
Il via ieri, con la possibilità fino al 14 novembre di contribuire donando al numero 45580 con un sms da 2 euro da cellulare personale Windtre, Tim, Vodafone, Iliad, Postemobile, Coop Voce, Tiscali oppure cinque o dieci euro da rete fissa Tim, Vodafone, Windtre, Fastweb e Tiscali e cinque euro con chiamata da rete fissa, da Twt, Convergenze, Postemobile.

Prevista una “maratona” televisiva e radiofonica di Tv2000 e Radio inBlu2000 che metterà al centro la povertà e le sue conseguenze. L’emittente televisiva e quella radiofonica della Cei dedicheranno all’iniziativa l’intera giornata di venerdì 12, a due giorni dalla Giornata mondiale dei poveri voluta da Papa Francesco, per sensibilizzare e raccogliere fondi a favore dei 64 interventi in 45 Paesi di quattro continenti, a sostegno di 213.569 beneficiari diretti.

“Preghiamo affinché il grido della Terra e il grido dei poveri venga ascoltato” ha ripetuto Papa Francesco all’Angelus di domenica scorsa. “È un grido che ci interpella e ci chiede di abbandonare un modello di sviluppo consumistico che accresce le ingiustizie e le disuguaglianze, per adottarne uno incentrato sulla fraternità tra i popoli” si legge in una nota diffusa da Focsiv.

“Si tratta di ‘ricercare un diverso modo di essere, animato da amore per la Terra e per le creature che la abitano. È emerso in modo chiaro dall’emergenza, che se è vero che siamo in un’unica barca e abitiamo una stessa Casa comune, è altrettanto vero che la crisi provocata dal Covid-19 ha accentuato le differenze”.

Nel comunicato si legge: “Ottocentoundici milioni di persone, un decimo della popolazione mondiale, è sottoalimentato; 47 milioni di donne sono cadute sotto la soglia della povertà; 150 milioni di nuovi poveri nel 2020; 10 milioni di bambini non sono rientrati a scuola aggiungendosi ai 258 milioni che già non la frequentavano; 35 milioni di persone in più si trovano in una condizione di povertà lavorativa, sono alcuni dei numeri che ci indicano come la forbice delle diseguaglianze, a iniziare dall’accesso al vaccino e al diritto alla propria salute, si sia allargata in modo esponenziale. A metà ottobre era stato vaccinato completamente il 36,2% della popolazione mondiale; un dato che non riflette la situazione reale: se il 54,1% della popolazione europea è vaccinato questo non è altrettanto vero per l’Africa ferma al 5,1%”.

Nella nota si riferiscono le parole di Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000 e Inblu2000. “Vogliamo essere un megafono aperto sul mondo e coinvolgere il pubblico in un’importante iniziativa a sostegno di chi ha più bisogno – ha sottolineato il giornalista – convinti che, anche attraverso iniziative come questa, possiamo metterci al servizio di una Chiesa che vuole costruire ponti e offrire risposte”.

Sulla stessa linea don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana: “È tempo di unire gli sforzi per una progettualità creativa, che ha bisogno del contributo di ognuno di noi per dar vita – come ci indica il Santo Padre nel Messaggio per la Giornata mondiale dei Poveri – a processi di sviluppo in cui si valorizzino le capacità di tutti, ben sapendo che ci sono molte povertà dei ‘ricchi’ che potrebbero essere curate dalla ricchezza dei ‘poveri'”.

A inviare un messaggio per la campagna anche Ivana Borsotto, presidente di Focsiv, la Federazione degli organismi cristiani servizio internazionale volontario: “La ‘narrazione’ delle povertà, se da un lato ci spinge a sostenere e a raccontare cosa e come siano impegnati i nostri organismi associati a rispondere alle crescenti necessità in tante parti del mondo, dall’altro come Federazione, insieme ad Aoi, Cini e Link 2007, chiediamo alla politica un maggiore impegno, così come stabilito nel lontano 1970, nel destinare lo 0,70% del Pil alla cooperazione internazionale”.

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