Coronavirus, Valente: “Contro la violenza sulle donne sei emendamenti e 5 milioni di euro”

Anche Gabrielli scrive alle forze dell'ordine
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Le denunce per i reati di maltrattamenti sono passate dalle 1.157 dei primi 22 giorni del marzo 2019 ai 652 dello stesso periodo di quest’anno. E’ l’unita’ di misura di un’emergenza nell’emergenza’ che affligge in queste ore le donne vittime di violenza e che dietro l’hastag ‘Tuttiacasa’ rischiano di diventare invisibili. “Isolamento, convivenza forzata, restrizioni alla circolazione e instabilita’ socio-economica comportano per le donne e per i loro figli il rischio di una maggiore esposizione alla violenza domestica e assistita“. Si legge questo nel documento della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, presieduta dalla senatrice Valeria Valente, approvato all’unanimita’, sulle ‘Misure per rispondere alle problematiche delle donne vittime di violenza, dei centri antiviolenza, delle case rifugio e degli sportelli antiviolenza e antitratta nella situazione di emergenza epidemiologica da Covid-19′ che dalle misure di protezione alle azioni di supporto psicologico ed economico per le donne, si e’ messa subito al lavoro cogliendo in questa emergenza sanitaria e nelle relative restrizioni una maggiore esposizione al rischio di tante donne e bambini. A proposito di sicurezza e misure di tutela per le donne che denunciano, e’ del 27 marzo scorso una lettera a firma del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, indirizzata alle Forze dell’Ordine e ai Questori, in cui, proprio su questa specifica necessita’, si invita alla “massima sensibilizzazione e puntuale osservanza delle procedure di primo intervento e controllo del territorio” e lo stesso appello Gabrielli rivolge “per le procedure dell’Autorita’ giudiziaria competente”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus. Violenza donne, arriva il numero verde ‘Vite senza paura’

La Commissione d’inchiesta sul femmincidio ha lavorato a un documento che oltre alla sicurezza, guardasse a tutto quel mondo di centri antiviolenza, di servizi e di assistenza che prestano la loro opera e a come blindarne il ruolo di sentinelle in questa fase di crisi nazionale. “Prevediamo- ha dichiarato Valente, nel presentare questi sei emendamenti- lo stanziamento di ulteriori 4 milioni di euro per dotare le case rifugio di spazi dedicati aggiuntivi, kit sanitari, disinfettanti, dispositivi tecnologici e quanto altro possa servire per accogliere al meglio le donne e i loro bambini. Disponiamo inoltre l’istituzione di un fondo presso la Presidenza del Consiglio con la dotazione di 5 milioni di euro per garantire percorsi di sostegno alle donne vittime di violenza, con accesso tramite Inps“. “I centri antiviolenza, le case rifugio, gli sportelli antiviolenza e le strutture antitratta- chiarisce il documento della Commissione- sin dal 9 marzo garantiscono continuita’ di servizio e accesso, pur con l’adozione di misure coerenti con le disposizioni di contenimento previste a legislazione vigente per contrastare l’emergenza epidemiologica” e la Commissione ha presentato a Governo e Parlamento la proposta di alcune misure.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Coronavirus, le donne incinta costrette a partire da Pantelleria: “Riaprite il punto nascita”

LE PROPOSTE

– La garanzia dell’applicazione rigorosa delle misure civili e penali a protezione delle donne (dalle misure di protezione penali, tra le quali “si sottolinea l’esigenza di assicurare l’effettiva applicazione delle procedure di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici (il cosiddetto braccialetto elettronico) e di prevedere l’esclusione dall’ambito di applicazione delle disposizioni in materia di sospensione processuale anche del procedimento per la convalida dell’ordine di allontanamento urgente dalla casa familiare”. Oppure di considerare “l’emanazione dell’ordine di protezione ex articoli 342-bis e ss. c.c. inaudita altera parte, potendo il giudice designato adottare immediatamente l’ordine di protezione “assunte ove occorra sommarie informazioni” (cfr. art. 736 bis c.p.c.) anche prima dell’instaurazione del contraddittorio;

l’intervento in materia di incontri protetti e visite genitoriali, a proposito del quale la Commissione “raccomanda di disporre la sospensione su tutto il territorio delle visite protette stabilite in pendenza di procedimento penale per reati di cui all’articolo 1 legge 19 luglio 2019, n. 69 ai danni della madre e piu’ in generale le visite tra i figli e il genitore non convivente, al fine di garantire la tutela del diritto alla salute dei figli: e’ necessario modificare – sul sito www.governo.it” la sezione riguardante queste domande FAQ;

la valorizzazione e la facilitazione ad accedere ai numeri antiviolenza e antitratta con ogni attivita’ di comunicazione e pubblicizzazione , riferendosi “al numero nazionale antiviolenza e stalking 1522 e il numero verde antitratta 800 290 290 sono ancora attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7”;

la garanzia di accesso delle donne ai centri antiviolenza, alle case rifugio e agli sportelli antiviolenza assicurando il rispetto delle misure di sicurezza sanitaria “(mascherine protettive; guanti monouso; disinfettanti a base alcoolica e di ogni altro presidio medico-sanitario necessario tenuto conto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, sanificazione degli ambienti)”;

– l’adozione di ulteriori misure di protezione sociale per le donne vittime di violenza, ad esempio “un prolungamento del congedo straordinario dal lavoro per motivi di violenza, intervento sulle modalita’ di fruizione dei congedi parentali previsti, la creazione di un fondo per erogare un contributo economico per le donne poste in protezione e prive di autonomia economica”;

l’adozione di specifiche misure per l’accoglienza e la protezione delle donne migranti, richiedenti asilo, rifugiate e vittime di tratta e “in considerazione dell’accesso limitato all’ufficio immigrazione si rende inoltre opportuna l’estensione per almeno ulteriori 6 mesi della durata dei permessi di soggiorno per ricongiungimento familiare, dei permessi di soggiorno di cui all’articolo 5, comma 6 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (TU immigrazione) ancora diffusi, dei permessi come richiedenti asilo, considerata la sospensione delle audizioni presso le Commissioni territoriali per la protezione internazionale e delle udienze in sede di impugnazione del diniego della protezione internazionale. Si rileva, inoltre, l’urgenza dell’immediato rilascio da parte delle Questure di permesso di soggiorno di cui ai citati articoli 18, 18-bis e 22, comma 12 quater TU immigrazione, per le persone offese di tutti i procedimenti penali pendenti per i reati legittimanti la richiesta della misura di protezione”. L’approvazione di questo documento e’ stata all’unanimita’ e i sei emendamenti “portano la firma, oltre che della Valente prima firmataria, dei componenti senatori Rizzotti (Fi), Leone (M5s), Angrisani (M5s), Casolati (Lega), Conzatti (Iv), De Lucia (M5s) , Fantetti (Fi) Ginetti (Iv), Laforgia (Leu), Maiorino (M5s), Matrusciano (M5s), Papatheu (Fi), Pisani (M5s), Rampi (Pd), Rauti (Fdi), Rufa (Fi), Utemberger (Aut) e Vono (Iv)”. 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

1 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»