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Filmmaker creates ‘streaming’ platform focused on black narratives

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Licínio Januário is the founder of Wolo Tv, Brazil's first pay-per-view streaming channel
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 by João Marcelo

Licínio Januário is a filmmaker and has been in Brazil for over 10 years.  Born in Angola, in Africa, he migrated to the country to study.  However, his plans changed during college.  “I was born in Angola. I moved to Brazil to study civil engineering. But, as I was also a capoeira student, I followed the path of the arts”, said, in an interview with Dire agency, the founder of Wolo Tv, Brazil’s first pay-per-view streaming channel.

When Licínio lived in Angola, he got to know the country through audiovisual productions, mainly through the soap operas of Rede Globo, the largest Brazilian television station, which show only a very small part of the reality of Brazil.  “Since the end of the 90s, Brazil has been very close to Angola. So I grew up with a different view of the country. The Brazilian audiovisual gave me another view and when I came here, I met another Brazil. Television, along with cinema and news, sells an extremely dangerous country and there is no way for you to watch a newspaper and not tie the image of black people to negative things. When I came here it came to me  , the social importance that audiovisual have. […] I already change [for entertainment] with the intention of contributing to this and contributing to the positive black narratives within the audiovisual and the mainstream, also in favor of the black technical class  audiovisual “.

A survey conducted by Nielsen Brasil, focused on habits and trends in digital consumption, points out that 42.8% of respondents watch streaming content every day, while another 43.9% have this practice at least once a week.

Currently, several streaming services are present in Brazil and six companies together have 87% of all subscriptions, according to data from JustWatch, a platform that compiles data from several streaming services.

The focus on black narratives and, in the future, indigenous narratives, does not limit the audience of the platform.  The founder of the channel said that the target audience is not only the black population of Brazil.  “Our target audience is the 260 million Portuguese speakers in the world, and this is one of the biggest reasons for us to go to streaming as well. Now, our content will be turned to black narratives, and gradually, indigenous narratives.  also, because we [the black and indigenous people] are the cultural heart of the country”.

According to the businessman, Brazil is a reference in audiovisual production in Portuguese-speaking countries and one of the objectives of the platform is to generate collaboration between them.  “Nowadays, we see Americans very close to Nigerians and South Africans and Ghanaians.  They are making great connections and English makes it easy.  Actors from Nigeria go to Hollywood and back and forth and we want to do that here too.  We connect with countries that speak the Portuguese language and enhance this industry in Portuguese-speaking countries.  We want to invest in popular narratives to speak to the people in fact and connect these narratives with Portuguese speaking countries “.

Startups are also present in this market and Januário bet on this model for the creation of Wolo TV, seeking to attract financing outside the country. The streaming service received an investment of 1.2 million reais of investors and bootstrap, common practice among startups that consists of saving expenses to the maximum to generate income and use own resources. The money was used to produce Wolo TV’s first original series, the comedy “A Casa da Vó”. 

“Private and foreign investments guarantee autonomy for our projects. The big problem with audiovisual has always been the poor management of the distribution of public money. This money always goes to the elite, always goes to the southeast and we have a super north and northeast  populous, but there is not the same investment. With that, you end up having only one vision of Brazil. We are in the era of Startups, so, we managed to take the project to investment funds “, concludes the businessman.

‘WOLO TV’ SFATA I FALSI MITI SULLE COMUNITÀ AFRO

di João Marcelo

Licinio Januario è un regista nato in Angola, che vive in Brasile da oltre dieci anni.
È emigrato nel Paese latinoamericano per studiare, ma durante il college i suoi piani sono cambiati. “Mi sono trasferito in Brasile per frequentare i corsi di ingegneria civile ma, essendo anche uno studente di capoeira, ho deciso di seguire la strada dello spettacolo” racconta in un’intervista con l’agenzia Dire.
Oggi Januario guida Wolo Tv, la prima piattaforma di streaming on demand del Brasile, della quale e’ stato fondatore.

Alla Dire spiega che quando viveva in Angola aveva conosciuto il Brasile attraverso la televisione e soprattutto tramite le soap opera di Rede Globo, la più grande emittente televisiva brasiliana. Una realtà che però, secondo il regista-imprenditore, mostrerebbe solo una piccola parte della realtà. “Dalla fine degli anni ’90, il Brasile era percepito come qualcosa di vicino all’Angola” dice Januario, che ammette: “Sono cresciuto con una visione diversa del Paese e quando sono arrivato qui ho scoperto un altro Brasile. La televisione, insieme al cinema e ai notiziari, ‘vendono’ un’immagine molto violenta di questa nazione. Ne emerge una narrazione delle comunita’ afrodiscendenti immancabilmente negativa”.

Januario continua: “Una volta giunto in Brasile ho realizzato l’importanza che l’audiovisivo gioca nella società. Ho deciso di dedicarmi a questo settore, con l’obiettivo di contribuire a incoraggiare narrazioni positive delle comunità nere, anche a vantaggio dei professionisti afrodiscendenti che lavorano nel settore”.
Un’indagine condotta da Nielsen Brasil sulle abitudini e le tendenze nel consumo digitale ha rilevato che il 42,8 per cento dei brasiliani intervistati guarda contenuti in streaming ogni giorno, mentre un altro 43,9 per cento lo fa almeno una volta alla settimana. In Brasile sono attive diverse piattaforme di streaming.

Secondo JustWatch, che raccoglie i dati sul settore, sei società da sole controllano l’87 per cento del mercato.
L’attenzione prestata ai contenuti che riguardano le comunità afrodiscendenti a cui si aggiungeranno, in futuro, quelle native, non ridurrebbe il pubblico della piattaforma, secondo il fondatore di Wolo Tv. Januario è determinato a far sì che il prodotto non sia destinato solo alla popolazione nera. “Ci sono 260 milioni di parlanti portoghesi nel mondo e questo è uno dei motivi principali per cui vale la pena scommettere sullo streaming” dice. “Ora i nostri contenuti riguarderanno anche le narrazioni delle comunità indigene; questo perché, con i nativi, noi afrodiscendenti rappresentiamo il cuore culturale del Paese”.

Secondo Januario, il Brasile è un punto di riferimento per le produzioni cinematografiche e televisive nei Paesi di lingua portoghese e uno degli obiettivi della piattaforma è generare collaborazioni. “Vediamo che gli Stati Uniti sono sempre più vicini a Paesi come la Nigeria, il Sudafrica e il Ghana. Stanno creando ottime collaborazioni e la lingua inglese facilita questo processo. Gli attori nigeriani vanno di continuo a Hollywood e noi vogliamo fare lo stesso qui. Guardiamo ai Paesi di lingua portoghese, facendo progredire il settore. Vogliamo investire in narrazioni popolari per parlare alla gente”.

Anche le startup sono presenti nel mercato e l’imprenditore ha scommesso su questo modello per la creazione di Wolo TV, cercando di attrarre investimenti fuori dal Paese. Il suo servizio di streaming ha ricevuto 1,2 milioni di real da investitori e bootstrap, una pratica comune tra le startup che consiste nel risparmiare al massimo le spese per generare reddito e utilizzare le proprie risorse. L’investimento è stato utilizzato per produrre la prima serie originale di Wolo Tv, la commedia “A Casa da Vo'”.

“Gli investimenti stranieri ci garantiscono di poter camminare con le nostre gambe, in autonomia, perché il grosso problema del settore è sempre stata la cattiva gestione del denaro pubblico, che viene distribuito sempre alle elites e alle aree del sud-est” dice il regista. “Noi abbiamo un nord e un nord-est super-popoloso, eppure non vediamo gli stessi investimenti e questo contribuisce a creare una sola rappresentazione del Brasile. Siamo però nell’era delle startup: bisogna fare in modo di trovare gli investimenti per i nostri progetti”.

CINEASTA CRIA PLATAFORMA DE ‘STREAMING’ FOCADO EM NARRATIVAS NEGRAS

por João Marcelo

Licínio Januário é cineasta e está no Brasil há mais de 10 anos. Natural de Angola, na África, ele migrou para o país para estudar. No entanto, seus planos mudaram durante a faculdade. “Eu nasci em Angola. Mudei-me para o Brasil para estudar engenharia civil. Fui até o último ano e comecei a escrever o trabalho de conclusão de curso. Mas, como eu também já era estudante de capoeira, segui pelo caminho das artes”, contou, em entrevista à agência Dire, o fundador da Wolo Tv, primeiro canal de streaming pay-per-view do Brasil.

Quando Licínio vivia em Angola, conheceu o país pelas produções audiovisuais, principalmente pelas telenovelas da Rede Globo, maior emissora de televisão brasileira, que mostram somente um recorte bem pequeno da realidade do Brasil. “Desde o final dos anos 90, o Brasil esteve muito próximo de Angola. Então eu cresci tendo uma visão diferente do país. O audiovisual brasileiro me dava outra visão e quando eu vim pra cá, eu conheci outro Brasil. A televisão, junto com o cinema e os telejornais, vende um país extremamente perigoso e não tem como você assistir um jornal e não atrelar a imagem de pessoas negras à coisas negativas. Quando eu vim pra cá é que me veio isso na cabeça, a importância social que o audiovisual tem. […] Eu já mudo [para o entretenimento] com a intenção de contribuir para isso e contribuir para as narrativas negras positivas dentro do audiovisual e do mainstream, também em prol da classe técnica negra do audiovisual”.

Pesquisa realizada pela Nielsen Brasil, focada em hábitos e tendências do consumo digital, aponta que 42,8% dos entrevistados assistem conteúdos de streaming todos os dias, enquanto outros 43,9% têm essa prática pelo menos uma vez por semana.

Atualmente, diversos serviços de streaming estão presentes no Brasil e seis empresas possuem juntas 87% de todas as assinaturas, de acordo com dados da JustWatch, uma plataforma que compila dados de diversos serviços de streaming.

O foco em narrativas negras e, no futuro, narrativas indígenas, não delimita o público da plataforma. O fundador do canal disse que o público-alvo não é somente a população negra do Brasil. “Nosso público-alvo são os 260 milhões de falantes de português no mundo, e esse é um dos grandes motivos da gente ir para o streaming também. Agora, o nosso conteúdo vai ser voltado para as narrativas negras, e gradativamente, as narrativas indígenas também, porque nós [o povo preto e indígena] somos o coração cultural do país”.

 De acordo com o empresário, o Brasil é referência na produção audiovisual nos países lusófonos e um dos objetivos da plataforma é gerar uma colaboração entre eles. “Hoje em dia, a gente vê os americanos muito unidos com os nigerianos e sul africanos e ganenses. Eles estão fazendo grandes conexões e o inglês facilita isso. Atores da Nigéria vão para Hollywood e vice e versa e nós queremos fazer isso aqui também. A gente se conectar com países que falam a língua portuguesa e potencializar essa indústria nos países lusófonos. Nós queremos investir nas narrativas populares para falar com o povo de fato e conectar essas narrativas com os países que falam português”.   

As startups também estão presentes nesse mercado e Januário apostou nesse modelo para a criação da Wolo TV, buscando atrair financiamentos fora do país. O serviço de streaming recebeu investimento de 1,2 milhão de reais de fundos de investimentos e de Bootstrap, prática comum entre as stratups que consiste em economizar gastos ao máximo para gerar renda e usar recursos próprios. O dinheiro foi usado para a produção da primeira série original da Wolo TV, a comédia “A Casa da Vó”.

“Os investimentos privados e estrangeiros garantem a autonomia para nossos projetos. O grande problema do audiovisual sempre foi a má gestão da distribuição do dinheiro público. Esse dinheiro sempre vai pra elite, sempre vai para o sudeste e a gente tem um norte e nordeste super populoso, mas não existe o mesmo investimento. Com isso, você acaba tendo só uma visão do Brasil. Nós estamos na era das Startups, assim, nós conseguimos levar o projeto a fundos de investimentos”, finaliza o empresário.

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