Il ministero della Salute all’Expo sul tema della disostruzione, 3° causa di morte infantile – VIDEO

Disostruzione. Questa parola, poco usata, sta a indicare tutte quelle manovre utili a prevenire il soffocamento da cibo, soprattutto nei più piccoli. Un tema affrontato all’Expo, a Milano, nel Vivaio scuole del Padiglione Italia in un evento promosso e organizzato dal ministero della Salute. “Il soffocamento da cibo è un problema che può ovviamente colpire qualsiasi fascia di età– ha spiegato Mirko Damasco, istruttore presso le associazioni Salvagente e Salvamento academy- Tuttavia i bambini rischiano maggiormente per la conformazione della faringe, che in fase di primo sviluppo ha ancora una forma a imbuto, prima di assumere la classica forma cilindrica”. L’incontro, quindi, è stato volto appunto a sensibilizzare bimbi e adulti sulle strategie da assumere in caso di soffocamento, perché come ha aggiunto Damasco “fondamentale per chi soffoca è la persona che gli è accanto in quel momento, e non chi arriva a soccorrere diversi minuti dopo. Come accade per l’infarto, in caso di soffocamento ogni secondo può risultare prezioso”.

Se poi si pensa che in Italia per questo motivo muore un bambino ogni 10 giorni, e se si pensa che il 78% dei casi di soffocamento è dovuto al cibo, si può avere una mappa abbastanza definita del problema. “In Europa si contano circa 50.000 casi di soffocamento all’anno, ma sono comunque dati sottostimati- ha proseguito Damasco- e in Italia purtroppo su questo tema c’è pochissima informazione. E non solo i bimbi ma soprattutto gli adulti devono essere istruiti sia nelle procedure di salvataggio che in quelle di prevenzione”. Prevenzione che consiste ad esempio nell’adeguata preparazione del cibo atto ad essere consumato dai più piccoli, a partire ovviamente dal modo in cui viene sminuzzato, onde evitare problemi a priori, e salvataggio che consiste nell’apprendere manovre basilari come la manovra di Heimlich, per far fronte a una situazione di emergenza: “Se il bambino è neonato basta adagiarlo supino lungo l’avambraccio e smuoverlo con dei colpi dati all’altezza della scapola- interviene Alessio Baghin, infermiere specializzato- se è più grandicello è sufficiente inginocchiarsi dietro di lui, trovare l’ombelico e premere con forza qualche centimetro più su, cingendolo. Quest’ultimo poi sarebbe il famoso metodo Heimlich, riproducibile anche sugli adulti”.

Insomma, sensibilizzare più persone sull’argomento è necessario se si pensa al fatto che il soffocamento rappresenta la terza causa di mortalità infantile dopo gli incidenti di tipo traumatico e l’annegamento. Un problema non da poco conto, con sullo sfondo la carenza ancor più grave: “Basterebbe istituire il patentino di primo soccorso pediatrico obbligatorio, come accade in molti Paesi- ha concluso Damasco- dove infatti non si registrano più casi di questo tipo, perché per salvare una persona, come già detto, bastano procedure elementari”.

 

Di Nicola Mente – Giornalista Professionista

22 luglio 2015
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