L'unica certezza del centrodestra: Berlusconi non vuole andare a votare

Politica

La nota del direttore. Berlusconi terrorizzato da nuove elezioni, Salvini no

ROMA – “Il Cavaliere non vuole andare a votare, per questo è disposto a tutto, anche ad eliminare il suo candidato e a cedere il Friuli Venezia Giulia a Fedriga della Lega“. Così una fonte del centrodestra che sta seguendo la partita per eleggere i nuovi presidenti di Camera e Senato.   

Berlusconi oggi è sembrato aprire la porta ad un governo con i grillini? Una finta solo per spiazzare: “Lui insiste per far eleggere Paolo Romani, sapendo che i ‘grillini’ non lo vogliono. Ma su di lui potrebbero arrivare i voti del Pd, tanto per far saltare il tavolo“.

Perché, questo il ragionamento di fonti interne al centrodestra, “Salvini sa che Berlusconi lo vuol far fuori, e Berlusconi sa che Salvini vuol fare la stessa cosa. Per Salvini e Di Maio è la partita della vita, sanno che se salta uno salta pure l’altro. Quindi- sottolinea la fonte- per me i due alla fine marceranno insieme, e non potrà esserci Romani al Senato“.

Perché? “In quel caso passerebbe la linea di Berlusconi: Romani eletto con i voti del Pd potrebbe essere incaricato dal Capo dello Stato… e alla fine trovare anche i voti mancanti”.

Ma stavolta servono tanti responsabili, dove li trova? “Un passo per volta – prosegue la fonte del centrodestra- i ‘grillini’ hanno portato in Parlamento la qualunque: pastori, portieri di condominio, persone che non hanno mai visto una paga regolare. Quando ogni mese si troveranno in tasca 10mila euro chi può giurare che alla fine qualcuno di loro non diventi un ‘responsabile’?“.

Oltre a questa, prosegue il ragionamento della fonte del centrodestra, c’è la partita parallela tra Salvini e Di Maio: “Un primo intoppo al piano berlusconiano potrebbe arrivare con l’elezione alla presidenza del Senato di Anna Maria Bernini, magari stravotata dai ‘grillini'”.

Alla fine anche a Di Maio, prosegue la fonte del centrodestra, “conviene stringere per un governo sostenuto solo dalla Lega, con un obiettivo minimo: modifica della legge elettorale, magari introducendo solo il doppio turno; taglio di tutti i vitalizi e già ad ottobre, massimo alle elezioni Europee fissate a maggio 2019, giocarsela da soli, da vero bipolarismo”.

21 marzo 2018
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