Politica

Fustigatori del Pd, quando Ferrante abbracciava Angelino Alfano..

ROMA – La barba non fa il filosofo, ammoniva Plutarco. Ne sono convinti in molti nel Pd irpino, dove l’intemerata di Nicholas Ferrante contro il ‘partito dei cacicchi‘ (sabato scorso all’assemblea di Sinistra dem) ha lasciato un dubbio amletico: “Ma quello non viene dal centrodestra?”.

Ventuno anni, studente di giurisprudenza, vicesegretario del Pd di Luogosano, lungo la valle del Calore, nonostante la giovanissima eta’ Ferrante ha saputo conquistare la famosa ‘base democratica’. Per inciso: il ragazzo e’ l’epigono di una fortunata serie. Quella dei giovani militanti esasperati dai vertici del partito. Un filone rinverdito definitivamente da Debora Serracchiani, quando tuono’ contro il caminetto che faceva il bello e il cattivo tempo al Pd, qualche mese prima di entrare nella segreteria del Nazareno.

Da noi non c’è un partito. Ci sono i signori delle tessere. Ci hanno imposto De Mita e molti militanti hanno restituito la tessera”, ha detto Ferrante ai big Democratici, riuniti a Roma. “De Mita e i signori delle tessere“, parole che per gli irpini hanno il valore di un’espressione idiomatica. Di un modo di dire. Quasi di un proverbio.

“Gli elettori di sinistra hanno votato M5s per liberarsi da un sistema marcio e clientelare, chiediamo scusa!”, ha aggiunto Ferrante, applaudito. Ma la vera ovazione è arrivata dalla rete. Con decine di commenti entusiasti sui social e sui siti. Con le interviste in tv e sui giornali, per chiedere soprattutto da dove sgorghi cotanto coraggio.

Io ero con Renzi poi ha sbagliato tutto“, ha ammesso il giovane Ferrante, conscio di non poter sottrarsi alla confessione sul peccato originale del ‘renzismo’. Ma in politica, si sa, nulla è mai davvero originario. Prima ancora di Renzi, per dire, c’era Angelino Alfano.

Eccolo, infatti, il giovane Nicholas, in uno scatto pubblicato da Irpinia24, ritratto mentre abbraccia il ministro degli Esteri. L’occasione e’ la scuola di politica che il Nuovo Centrodestra ogni inverno tiene a Rivisondoli. Sotto braccio gli appunti del corso e al collo il porta pass con il logo di Magna Charta, la fondazione di Gaetano Quagliariello tra gli sponsor dell’iniziativa. Ferrante appare rasserenato. Sono lontane le delusioni elettorali del 4 marzo.

E’ stata un’esperienza molto interessante e utile, perche’ ha rafforzato il mio spirito europeista convinto”, dice infatti il ragazzo a Irpinia 24, che si premura di ricordare come fosse “l’unico irpino presente“. Accadeva 4 anni fa. Che per un giovane, è  un’era geologica. Poi venne il Pd. “E di ferrea militanza deluchiana”, mugugnano i maligni in Irpinia.

21 marzo 2018
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