Cultura

I musei diventano fumetti, ecco 22 graphic novel d’autore

ROMA – I tesori del patrimonio artistico italiano diventano graphic novel d’autore. Nasce ‘Fumetti nei musei’, la prima collana che racconta le grandi collezioni attraverso le illustrazioni dei più celebri fumettisti italiani. Dal Colosseo a Pompei, da Capodimonte al Palazzo reale di Genova fino al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, le Gallerie estensi e Palazzo Barberini, l’obiettivo di ‘Fumetti nei musei’ è di avvicinare i più giovani alle opere e ai luoghi che le ospitano grazie a un linguaggio inedito, vicino alle tendenze e ai gusti delle nuove generazioni. I primi 22 volumi, uno per ogni museo tra quelli resi autonomi dalla riforma Franceschini, sono già pronti (tremila copie stampate per ogni titolo) e per le scuole in visita ai musei verranno messi a disposizione gratuitamente.

Ideato e curato dall’ufficio stampa e comunicazione del ministero dei Beni culturali, guidato da Mattia Morandi, dopo questa prima edizione, ‘Fumetti nei musei’ andrà avanti coinvolgendo anche gli altri 10 siti autonomi e i 17 poli regionali, con un albo per ogni regione. “L’idea è arrivare a realizzare 49 graphic novel che diventeranno un vero e proprio viaggio a fumetti attraverso i musei italiani- racconta Morandi- Abbiamo pensato a un progetto per i ragazzi e le ragazze che partecipano ai laboratori didattici nei musei, e questi volumi permetteranno loro di giocare con i fumetti e di avvicinarsi alle opere che visitano”.

Nessuna indicazione agli artisti sulle storie da raccontare, che rispecchiano stili e modi diversi di interpretare e illustrare i musei che gli autori degli albi hanno prima visitato, conoscendone la storia e le opere, e poi raccontato. Avventure, misteri, risvegli, episodi fantastici legati però alla realtà delle opere e dei luoghi. Così, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea nel lavoro di Lrnz, che si è ispirato ai “passaggi segreti e ai corridoi metafisici” del museo, diventa rifugio magico per tre ragazzini costretti a scappare da un mondo post apocalittico, la Pinacoteca di Brera con Paolo Bacilieri torna al 1943 e alle peripezie delle opere scampate alla guerra, e il Colosseo di Roberto Grossi è protagonista di un viaggio nel tempo che si compie rimanendo fermi, dove l’antico gladiatore lotta accanto al centurione contemporaneo che scatta foto con i turisti. ‘Hic’, qui, questo il nome del fumetto di Grossi, che spiega: “Ho scelto di mettere un punto fisso, qui, appunto, e intorno ho fatto scorrere il tempo, creando un gioco in cui noi assistiamo alle trasformazioni del monumento nei secoli. Saranno i ragazzi e le ragazze a riconnettere e ricostruire le vicende del Colosseo”.

Al Museo archeologico di Taranto, invece, Squaz fa risvegliare lo scheletro dell’Atleta grazie a un ciondolo a forma di cuore perso da una giovane visitatrice, mentre agli Uffizi con l’opera di Maicol & Mirco è ambientata la storia di una bambina, Margherisba, che proprio come la grande Sofonisba Anguissola riuscirà a diventare una artista grazie a un drago. E poi c’è Pompei, che nel fumetto di Bianca Bagnarelli si fa teatro di un incontro tra una ragazzina del futuro e un giovane pompeiano che racconta alla sua nuova amica i riti Vulcanali. “Il fumetto di Bagnarelli è molto raffinato sia nella grafica che nei contenuti- dice il direttore del parco archeologico, Massimo Osanna- perché ha saputo cogliere la vera specificità di Pompei: la possibilità di scardinare il tempo che esiste solo in un sito come quello”.

Con Osanna oggi all’Istituto Centrale per la Grafica molti dei direttori dei musei coinvolti nel progetto realizzato in collaborazione con Coconino press-Fandango, che si è aggiudicata una gara indetta dal Mibact tramite Ales. “‘Fumetti nei musei’ è un progetto che non ha eguali, ciò che si è riuscito a creare è unico, nemmeno i nostri cugini d’oltralpe lo hanno fatto. Siamo arrivati primi, con un lavoro molto grande, eterogeneo e attento a ogni particolare”, dice Ratigher, direttore editoriale della Coconino. “E’ entusiasmante vedere la qualità altissima di questi fumetti- aggiunge Antonio Lampis, a capo della direzione Musei del Mibact- ed è importantissimo riflettere sull’avvicinamento delle giovani generazioni al patrimonio”. Tutte le immagini, le copertine degli albi, i bozzetti e una selezione delle tavole da oggi al primo aprile sono in mostra all’Istituto centrale per la Grafica, a cui al termine dell’esposizione gli artisti doneranno le stampe originali esposte, inaugurando così il primo fondo dedicato ai fumetti dell’Istituto. Un “risultato straordinario” per il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, perché “tiene insieme i musei e i grandi artisti del fumetto, un’arte che va valorizzata perché che finora è stata un po’ bistrattata, attraverso storie inedite e inventate nei 22 grandi musei autonomi. Sarà uno strumento formidabile per avvicinare bambini, ragazzi e famiglie al patrimonio artistico”.

21 febbraio 2018
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