Mare Jonio ferma a un miglio e mezzo da Lampedusa, il sindaco: “Nostro porto aperto”

A bordo 49 migranti tra cui 12 minori. Momenti di tensione con la Guardia di Finanza salita a bordo dell'imbarcazione questa mattina
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(Foto di Francesco Malingri)

ROMA – La nave Mare Jonio con a bordo 49 migranti soccorsi in mare si trova a un miglio e mezzo da Lampedusa, dopo aver ottenuto dalla Guardia Costiera l’ok per il punto di fonda. Secondo quanto riportato da un giornalista di Repubblica, che si trova a bordo dell’imbarcazione, questa mattina ci sarebbero stati momenti di tensione con la Guardia di Finanza che, salita sulla Mare Jonio avrebbe invece vietato l’ingresso nelle acque territoriali. Intanto le condizioni metereologiche continuano a peggiorare e il mare è molto mosso.  Luca Casarini, il capo missione, a Repubblica ha dichiarato: “Abbiamo fatto presente che siamo in una situazione di emergenza con onde alte tre metri, 50 naufraghi a bordo oltre l’equipaggio. Dobbiamo mettere in sicurezza la vita delle persone per questo stiamo andando a ridossare verso l’isola di Lampedusa”.

SINDACO LAMPEDUSA: NOSTRO PORTO APERTO, MARE JONIO PUÒ ENTRARE

“Se la nave arriva e vuole entrare, il porto è aperto e possono entrare. Non ci sono forze dell’ordine davanti al porto che bloccano chi vuole entrare”. A Circo Massimo, su Radio Capital, il sindaco di Lampedusa Totò Martello parla così della Mare Jonio, la nave con a bordo 49 migranti che si trova a pochi chilometri dall’isola. “Anche perché”, continua Martello, “tutti gli sbarchi che ci sono stati nel 2019 sono entrati direttamente nel porto, sono scesi, e poi sono stati raccolti per essere portati nel centro d’accoglienza”.

Da Guardia Costiera e governo, aggiunge Martello, “non sono arrivate indicazioni. Da due anni siamo stati cancellati dalla geografia politica del governo italiano. Ci autogestiamo completamente”. “Dieci giorni fa”, racconta il sindaco, “ci sono stati due sbarchi con 50 persone. Arrivano con barchette in legno con il motore fuori bordo, direttamente nel porto di Lampedusa. Quando arrivano, la barca viene sequestrata, mettono anche la data dell’arrivo. Quindi chi non crede che a Lampedusa ci sono sbarchi, può venire e fare le fotografie alle barche. Come si fa a dire che in Italia non ci sono più sbarchi?”, si chiede il sindaco, “Allora Lampedusa non fa più parte dell’Italia. C’è qualcuno che si spaventa a nominare Lampedusa, perché vuol dire parlare di accoglienza e sbarchi, e questo fa male mediaticamente”.

ARMATORE MARE JONIO: LI ABBIAMO SALVATI RISPETTANDO LEGGI MARE

“Abbiamo agito in base alle normative internazionali e alle leggi del mare, sia in termini di operatività sia in termini di comunicazione”, così al Gr Rai Alessandro Mets, armatore della nave “Mare Ionio”. “Essendo una nave italiana abbiamo puntato al porto di Lampedusa anche per le condizioni del mare e di salute dei migranti”, ha aggiunto Mets.

SALVINI: NON CEDERE A RICATTI NAVE DEI CENTRI SOCIALI

“L’Italia non deve cedere ai ricatti della nave dei centri sociali (cercate in rete chi è il signor Luca Casarini) e di chi si rende complice dei trafficanti di esseri umani. #portichiusi”. Lo scrive su twitter Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno.

I DETTAGLI

Ieri la Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, nave battente bandiera italiana impegnata nella missione di monitoraggio del Mediterraneo centrale ha soccorso, a 42 miglia dalle coste libiche, 49 persone che si trovavano a bordo di un gommone in avaria che imbarcava acqua. La segnalazione era arrivata dall’aereo di ricognizione Moonbird della Ong Sea Watch che avvertiva di una imbarcazione alla deriva in acque internazionali.

Mare Jonio si è diretta verso la posizione segnalata e, informata la centrale operativa della Guardia Costiera Italiana, ha effettuato il soccorso ottemperando alle prescrizioni del diritto internazionale dei diritti umani e del mare, e del codice della navigazione italiano. Attenendosi alle procedure previste in questi casi e per scongiurare una tragedia, Mare Jonio ha tratto in salvo tutte le persone a bordo comunicando ad una motovedetta libica giunta sul posto a soccorso iniziato di avere terminato le operazioni. Tra le persone soccorse, 12 risultano minori. Le persone a bordo si trovavano in mare da quasi 2 giorni e, nonostante le condizioni di salute risultino abbastanza stabili, sono tutte molto provate con problemi di disidratazione. Il personale medico di Mediterranea ha prestato assistenza. La Mare Jonio si è quindi diretta verso Lampedusa, ovvero verso il porto sicuro più vicino rispetto alla zona in cui è stato effettuato il soccorso. 

“Abbiamo chiesto formalmente all’Italia, nostro Stato di bandiera e stato sotto il quale giuridicamente e geograficamente ricade la responsabilità- ha spiegato l’Ong in un comunicato- l’indicazione di un porto di sbarco per queste persone. Abbiamo salvato la vita e la dignità di 49 esseri umani. Le abbiamo salvate due volte: dal naufragio e dal rischio di essere catturate e riportate indietro a subire di nuovo le torture e gli orrori da cui stavano fuggendo. Ogni giorno, nel silenzio a moltissime altre tocca questa sorte. Grazie ai nostri straordinari equipaggi di terra e di mare, alle decine di migliaia di persone che in tutta Italia ci hanno sostenuto, quel mare non è stato più solo cimitero e deserto”.

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19 Marzo 2019
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