Tiziano arriva a Roma, l’Iscr restaura lo stendardo della Galleria di Urbino

ROMA –  Uno stendardo doppio, dipinto su entrambi i lati con le scene della Resurrezione e dell’Ultima cena. A firmarlo è Tiziano Vecellio, che lo realizza a Venezia tra il 1542 e il 1545 su commissione della famiglia Della Rovere. Divisa in due poco dopo, è l’unica opera del maestro rimasta a Urbino, nella Galleria nazionale che la conserva dal 1861 a seguito della soppressione della Confraternita del Corpus Domini.

Oggi, il prezioso stendardo è arrivato a Roma, nei laboratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, dove sarà protagonista di un intervento che restituirà alla superficie pittorica la cromia originale, offuscata dall’alterazione della vernice.
Il restauro, che comprenderà anche indagini scientifiche finalizzate allo studio delle tecniche di esecuzione e dello stato di conservazione dell’opera, sarà aperto al pubblico con visite guidate nel laboratorio di Dipinti su tela, diretto dalla restauratrice Carla Zaccheo, che eseguirà l’intervento con la storica dell’arte Federica Zalabra, direttrice dei lavori.

Zaccheo: “Realizzeremo un restauro pittorico”

“I due dipinti sono stati separati già nel 1545- spiega Zaccheo all’agenzia Dire- e sono state dipinte le cornici che erano caratteristiche dell’epoca degli stendardi. Si tratterà di un restauro pittorico, in quanto la superficie è molto ingiallita e molto scurita dagli interventi precedenti. Queste operazioni- aggiunge l’esperta- verranno accompagnate e avallate da una ricerca scientifica fisica e chimica sia per quanto riguarda la tecnica di esecuzione di Tiziano che per lo stato di conservazione dell’opera”.

Tra quelle destinate a Urbino, lo stendardo è l’unica opera di Tiziano rimasta nella Galleria. Le altre hanno preso strade diverse, come la celeberrima Venere, approdata per vicende dinastiche a Firenze e ora nella Galleria degli Uffizi. A conclusione del restauro eseguito dall’Istituto Superiore grazie al contributo dell’associazione ‘L’Italia Fenice‘, l’opera tornerà a casa.

Aufreiter: “Felici per l’accordo con l’Iscr”

“Per la nostra collezione è un pezzo molto importante. Gli altri quadri di Tiziano della famiglia Della Rovere sono andati a Firenze dopo il matrimonio dell’ultima discendente con Ferdinando II de’ Medici”, racconta alla Dire il direttore della Galleria nazionale delle Marche, Peter Aufreiter. “Da qualche anno volevamo restaurare lo stendardo e sono molto felice di essere riuscito a fare questo accordo con l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, perché so che è in ottime mani. Siamo anche molto curiosi di sapere come andranno le indagini scientifiche, se con l’aiuto dei raggi si troverà qualche novità”.

Lo stendardo di Tiziano è tra l’altro una delle opere più richieste alla Galleria per essere esposto nelle mostre di altre istituzioni culturali. “Ultimamente abbiamo evitato di prestarlo proprio per il suo stato di conservazione- aggiunge il direttore- ma una volta restaurato valuteremo di prestare l’opera per grandi esposizioni, anche all’estero”.

Concluso il restauro, Tiziano tornerà alla Galleria nazionale, che a breve avrà un nuovo allestimento. “Lo presenteremo tra fine aprile e inizio maggio- dice Aufreiter- e per l’occasione abbiamo deciso di presentare l’opera di Tiziano così come è nata, come uno stendardo”.

17 Gennaio 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»