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Dalla Cina al Giappone, in Emilia-Romagna caccia ai borghi per nozze da favola

BOLOGNA – Cibo e cammini. Ma anche musica dal vivo e, novità assoluta, proposte nel campo del wedding tourism. Questo e molto altro per la 22esima Borsa internazionale del turismo delle 100 città d’arte e dei borghi d’Italia, che torna a Bologna e porta sotto le due torri 71 operatori internazionali da 28 paesi a caccia di proposte interessanti fuori dai tradizionali circuiti del turismo di massa. Il cuore dell’evento è il work-shop in cui i tour operator incontrano i seller (400 quelli accreditati quest’anno) che si terrà a Palazzo Isolani sabato mattina.

Agli agenti verranno, inoltre, proposti otto educational tour: Bologna fa la parte del leone con tre programmi di visita (l’immancabile Fico, il centro città, il borgo di Dozza Imolese), ma le escursioni si spingeranno fino alla Valtiberina, in Toscana, e in Umbria. Le altre proposte riguardano la Valmarecchia, Ferrara, i castelli dell’Emilia orientale.

Tre i momenti di approfondimento per analizzare alcune delle ultime tendenze turistiche: dopodomani (Aula Gnudi- Pinacoteca nazionale, alle 9.30) si parlerà di ‘Cibo e cammini’ per la promozione dei borghi, mentre nel pomeriggio a Palazzo Isolani si rifletterà sul futuro delle agenzie di viaggio nell’era del fai-da-te su internet. Infine, martedì 22 maggio si terrò un convegno (Palazzo Isolani alle 15) sullo sviluppo e la promozione della musica dal vivo. E pare che l’assessore comunale al Turismo, Matteo Lepore, abbia in serbo qualche proposta per Bologna.

“Per il sesto anno consecutivo portiamo a Bologna la più importante manifestazione del settore. Quest’anno abbiamo costruito un percorso che valorizza l’intero territorio metropolitano, portando, per esempio, gli operatori stranieri a Dozza per una serata tra degustazioni, lesson cooking e musica dal vivo nella Rocca”, racconta il direttore di Confesercenti, Loreno Rossi.

Del resto, consolidata la crescita del turismo sotto le Due Torri, la sfida adesso è far crescere l’intero territorio bolognese. “Il turismo sta diventando un elemento significativo dello sviluppo economico”, testimonia Massimo Gnudi, consigliere delegato al Turismo della Città metropolitana. Basti pensare, ricorda Rossi, che ogni cento euro spesi dai turisti, 44 sono destinati all’alloggio, 33 a ristoranti e bar, 17 agli acquisti e 6 euro in servizi (taxi, per esempio).

IL WEDDING TOURISM

Ci sono, poi, intere nicchie da esplorare, come quella del wedding tourism, i viaggi pensati da chi desidera sposarsi (o risposarsi) in Italia, magari in borgo romantico o in un’antica rocca. Bene, a Bologna sono stati invitati sette operatori specializzati da Cina, Giappone, Russia e Canada. “In questo settore, i borghi possono avere qualche carta in più da spendere”, sottolinea Marco Pasi, presidente di Iniziative turistiche, che organizza la Borsa.

Tra gli eductour proposti, anche quello della Valmarecchia, nel Riminese, “un connubio straordinario di arte, enogastronomia e borghi, che da quest’anno sono entrati a far parte a pieno titolo della denominazione ufficiale della manifestazione, perché rappresentano una importante unicità italiana”, riconosce il direttore regionale di Confesercenti Stefano Bollettinari.

“Come Destinazione turistica Romagna- afferma il presidente Andrea Gnassi, sindaco di Rimini- crediamo nella sinergia tra istituzioni ed operatori per poter acquisire nuovi turisti. Ogni anno nel mondo, sono oltre un miliardo i viaggiatori in cerca di vacanze e che fanno turismo. In questo senso diventa fondamentale il ‘sapere cosa c’è’, la promozione. Soprattutto per le località, le eccellenze, dei luoghi fuori dai grandi circuiti promozionali, nazionali e internazionali”.

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16 maggio 2018
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