Bce, Fortuna (Unicusano): “Euro rimane valuta di riferimento”

ROMA – La Bce è pronta a intervenire “se l’inflazione non torna al 2%”, mentre l’euro “rimane la valuta di riferimento” e può saltare “solo se verranno meno l’Unione europea e monetaria“. Ne ha parlato Fabio Fortuna, economista e rettore dell’Università Niccolò Cusano, intervenuto a Radio Cusano Campus, facendo anche riferimento alle recenti parole di Mario Draghi.  A fine dicembre, e questo è già stato fissato, ci sarà l’addio al quantitative easing, la Bce osserva ed è pronta a intervenire. “Fino a quando l’inflazione non sarà tornata verso l’obiettivo del 2% tutto potrà succedere- ha detto ancora Fortuna- La Bce monitora, pronta a intervenire per garantire che si riallinei al target dell’inflazione del 2% che ancora nonostante gli aumenti degli ultimi mesi, dovuti a rialzo del prezzo del petrolio, il limite non si è avvicinato a quello del 2%”. Draghi, ha ricordato Fortuna, ha poi detto che “rimangono invariati i tassi, non verranno toccati fino all’estate del 2019. Fino all’estate 2019 i tassi europei non cresceranno“.
Capitolo euro: “Per Draghi è irreversibile e anche secondo me, è un qualcosa che si è radicato. Difficile pensare a un euro che non ci sarà più. Potrà saltare solo se verranno meno l’Unione europea e monetaria. Altrimenti l’euro resta una valuta di riferimento con tutte le problematiche che bisogna affrontare”. Un euro che però “bisogna migliorare”. Per Draghi “un rallentamento c’è nell’economia ma la crescita rimane solida” ha concluso il rettore Fortuna.

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15 giugno 2018
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