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Diritti, il Centro Benny Nato: “Ecco perché ripartiamo da Mandela”

ROMA – “Se in Sudafrica si e’ riusciti a sconfiggere in modo pacifico la discriminazione feroce dell’apartheid possiamo sperare anche qui in Italia, dove si chiudono i porti ai migranti”: a parlare con la ‘Dire’ e’ Vincenzo Curatola, presidente del Centro Benny Nato, onlus in prima fila nelle celebrazioni per il centenario della nascita di Nelson Mandela.

Il colloquio si tiene alla vigilia di un incontro in programma a Roma, domani sera, al Teatro Palladium. Si comincera’ alle 19.30 con ‘Africa Maybuye’, reading di poesie del continente, per continuare con le proiezioni video di ‘Mandela Dance’ e le musiche di ‘Gumboot Dance’. Previsti interventi dell’ambasciatore del Sudafrica, Shirish Soni, del rettore dell’Universita’ Roma Tre, Luca Pietromarchi, e della presidente del Municipio II di Roma, Francesca Del Bello.

L’iniziativa e’ una delle tante sostenute dal Centro Benny Nato in vista del centenario del 18 luglio. “Come onlus, abbiamo raccolto l’eredita’ del Coordinamento nazionale antirazzista nato nel 1985 per chiedere la liberazione di Mandela e combattere il regime segregazionista con la solidarieta’ agli esuli” spiega Curatola. Convinto che ora piu’ che mai, mentre in Italia si chiudono i porti ai migranti, sia “necessario rilanciare un impegno contro ogni forma di discriminazione”.

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Secondo Curatola, incoraggiano le tante iniziative promosse per il centenario anche in Italia. “Si sono mosse soprattutto le realta’ territoriali e locali” sottolinea il presidente della onlus: “Martedi’ 17 saremo a Udine, il 18 a Bolzano con la Caritas e poi a Torino”.

Il Centro Benny Nato e’ intitolato a un dirigente dell’African National Congress, esule in Italia dal 1985 al 1991 e protagonista di una campagna di informazione sugli orrori dell’apartheid. La onlus e’ parte del Forum nazionale del sostegno a distanza, rappresentato nel Consiglio della cooperazione italiana.

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12 luglio 2018
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