VIDEO | Violenza donne, nasce Reama: la rete che salva con l’auto mutuo soccorso

Questa mattina l'inaugurazione nella Sala Lonzi di via della Lungara, a Roma
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Nel tempo delle soggettivita’ il valore e’ nello sforzo comune, nella costruzione di un prima della violenza e di un dopo”. Sono le parole con cui Francesca Koch, presidente della Casa Internazionale delle Donne, ha inaugurato, questa mattina, nella Sala Lonzi di via della Lungara, ‘Reama’, una rete di oltre 50 associazioni nata dall’impegno della Fondazione Pangea.

Presenti, tra gli altri, Valeria Valente, presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, e Alessandra Ponari, capo dipartimento per le Pari Opportunita’ della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto ‘Reama’, la rete per l’empowerment e l'”auto mutuo soccorso”, presentato dalla vicepresidente di Pangea Simona Lanzoni, prevede, ed e’ questa la novita’, il coinvolgimento attivo delle donne che sono state vittime di violenza.

‘Empowerment‘ è la parola chiave. E poi una “rete territoriale- ha spiegato ancora Lanzoni- di avvocatesse specializzate che fanno gratuito patrocinio, di supporto durante le fasi investigative, di due sportelli online anti-violenza e anti-violenza economica e di una campagna di sensibilizzazione verso l’opinione pubblica, perché esiste una lobby potente che sta lavorando al ritorno al passato per quanto riguarda i diritti delle donne”.

Al tavolo che vede la nascita di questa rete di mutuo soccorso si succedono le testimonianze. Donne che anche per ragioni di sicurezza non possono essere riprese. In platea altre ancora che portano storie di diritti negati e di riscatto. Tra loro Caterina Villirillo, mamma coraggio di Crotone alla quale e’ stato ucciso il giovane figlio Giuseppe e che porta avanti la sua difesa alle vittime di violenza con ‘Libere donne’. Donne lontane come Naid, dall’Afghanistan, o Kuhu, dall’India, che hanno raccontato il lavoro di Pangea, dal microcredito al sostegno a tutto campo.

“Fondazione Pangea- ha ricordato la vicepresidente- lavora sull’empowerment, sia dei diritti che economico, sulla prevenzione della violenza e infine sulla protezione e sostegno delle vittime”. “Proprio in queste ore a Napoli una giovanissima e’ stata violentata da un branco nell’ascensore della stazione. Viviamo in emergenza continua, scenderò giu’ nella mia terra- ha detto Valeria Valente, intervenuta sulle priorita’ di lavoro della Commisione sul femminicidio di cui e’ presidente- non basta mai denunciare. Il caso di Napoli e’ sfidante: sono tutti giovanissimi e la violenza si e’ consumata in un luogo pubblico. Parliamo di una vera regressione culturale e i sintomi sono tanti. Non solo sui social-ha detto con forza Valente- ma anche in alcuni disegni di legge o in una sentenza come quella del caso Matei, scritta male- ha concluso- con un linguaggio sbagliato”.

VALENTE: “NECESSARIO UN FOCUS SU SELEZIONE CTU NEI PROCESSI”

“E’ necessario un focus su come vengono selezionati i Ctu e su come vengono redatte perizie, che diventano determinanti, nell’ambito dei processi. Importante non è solo la professionalità di chi le scrive, ma anche l’attenzione e il rigore su come vengono selezionati i Ctu rispetto alle singole fattispecie”. Lo ha dichiarato, all’agenzia Dire, a margine della presentazione di questa mattina alla Casa Internazionale delle donne a Roma di Reama, la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, commentando la sentenza Matei e il caso di violenza di una giovanissima avvenuta a Napoli. Valente ha ribadito inoltre la necessità di un “maggiore accordo tra il procedimento civile e quello penale che camminano troppo distanti, ma anche quelli che riguardano i minori utilizzati come arma di ricatto contro le donne”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

6 Marzo 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»