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Salvini e il centrodestra sotto accusa per l’astensione sulla Commissione contro l’odio razziale e l’antisemitismo

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – La Lega di Salvini, Forza Italia e Fratelli d’Italia sotto accusa per l’astensione sull’istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio votata ieri al Senato. Soprattutto dentro Forza Italia è scoppiata una vera e propria guerra, con Berlusconi costretto ad intervenire per stroncare Mara Carfagna, che aveva espresso dure critiche. Il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin si è detto «preoccupato», perché «su alcune cose, su valori fondamentali dovremmo essere tutti uniti. Ci sono cose su cui dovremmo convergere…». Ancora più dura la condanna di Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma: «La commissione Segre è un grande risultato istituzionale per il nostro Paese, di grande valore. Certo sconcerta un po’ l’astensione di alcune forze politiche, una scelta che riteniamo sbagliata e pericolosa. In questo momento c’è bisogno di unità e non bisogna lasciare adito ad alcuna ambiguità». Anche il Capo dello Stato ha ribadito che non bisogna «abbassare mai la guardia e non sottovalutare tentativi che negano o vogliono riscrivere la storia contro l’evidenza, allo scopo di alimentare egoismi, interessi personali, discriminazioni e odio». Questa la polemica più aspra della giornata. Ma ci sono problemi anche dentro il M5S, con la battaglia interna per strappare la carica di Capo politico a Luigi Di Maio. Addirittura è circolata la voce sulla discesa in campo di Rocco Casalino, giudicata dal circolo attorno a Di Maio come «grande cazzata». Nel Pd, intanto, si continuano ad ascoltare ‘voci’ su elezioni anticipate, se la situazione di continuo litigio con l’alleato Di Maio dovesse proseguire. Anche se, fanno notare alcuni parlamentari esperti, «c’è un forte rischio: con l’attuale legge elettorale tutti i seggi maggioritari andrebbero alla Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, se ci sarà ancora. A qual punto il centrodestra avrebbe una maggioranza schiacciante, non solo eleggerebbe il nuovo Capo dello Stato ma potrebbero addirittura votarsi il Presidenzialismo». Forse tornerà il sereno in maggioranza.

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