L’Argentina dice sì all’aborto: legale fino alla quattordicesima settimana

aborto argentina
"Oggi siamo una società migliore", commenta il Capo dello Stato Alberto Fernandez. Fino ad oggi, nel Paese l'aborto era proibito
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ROMA – L’Argentina ha depenalizzato l’interruzione di gravidanza fino alla 14esima settimana. Con 38 voti a favore, 29 contrari e un astenuto, giunti al termine di oltre dodici ore di dibattito, il Senato ha approvato la legge che di fatto legalizza l’aborto, che sarà gratutito, nel Paese sudamericano, dove era ancora proibito nella maggior parte delle circostanze da un provvedimento risalente al 1921.

La distribuzione del voto al Senato ha capovolto gli equilibri che portarono a bocciare il disegno di legge per la depenalizzazione nell’agosto 2018, durante il governo dell’allora presidente Mauricio Macrì. All’epoca il progetto venne rifiutato con 38 voti contrari e 31 a favore. Il voto di oggi, si evidenzia sul quotidiano locale La Nacion, è stato caratterizzato dalla sua trasversalità: 26 voti sono arrivati dalla maggioranza e 12 dall’opposizione. La decisione del Senato è stata accolta dalla gioia delle decine di migliaia di persone che da ore aspettavano la votazione nei dintorni del Congresso. A farla da padrone anche questa volta, con bandiere, magliette e striscioni, il colore verde, simbolo della Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito, che da anni guida la mobilitazione per depenalizzare l’interruzione di gravidanza in Argentina. Il disegno di legge votato oggi era stato inviato alle camere dal presidente Alberto Fernandez a novembre, ed era approdato in Senato l’11 dicembre. Il capo dello Stato ha commentato con soddisfazione l’approvazione. “Oggi siamo una società migliore, che espande i diritti delle donne e garantisce la salute pubblica” si legge sul suo profilo Twitter. “Recuperare il valore della parola data, l’impegno della politica” ha aggiunto Fernandez.

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