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Sudan, due morti nelle proteste contro il golpe a Khartoum

manifestazioni sudan
Nella capitale continuano le manifestazioni della popolazione dopo il golpe dei militari che ha destituito il governo di transizione guidato da Abdalla Hamdok, arrestato e poi rilasciato
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ROMA – In Sudan gli attivisti che avevano indetto per oggi una grande manifestazione contro il colpo di Stato militare che si è verificato lunedì sono scesi in corteo in diversi quartieri della capitale Khartoum. I militari hanno bloccato i più importanti più di accesso alla città. Restano percorribili, per adesso, solo due ponti sul fiume Nilo. È quanto si apprende mettendo insieme le dirette di diversi attivisti sui social media con le informazioni fornite dall’emittente Sudan Tv.

Due attivisti sarebbero stati uccisi da miliziani vicini all’esercito nel corso della mobilitazione nazionale contro il colpo di Stato militare dei giorni scorsi che si sta svolgendo in queste ore. L’episodio sarebbe avvenuto a Ondurman, nei dintorni della capitale Khartoum, dove gruppi armati avrebbero fatto fuoco sulla folla. Lo ha riferito dal suo profilo Twitter il fondatore della ong giovanile Hanbneho Youth Initiative, che sta rilanciando in diretta informazioni sulle proteste.

Fino a quel momento la mobilitazione, che vede una massiccia presenza della popolazione ed è stata denominata “Il milione del 30 ottobre”, sembrava procedere in modo pacifico.
Stando a quanto riferisce sempre Ahmed, i militari starebbero impedendo ai feriti di accedere agli ospedali. Nonostante continuino le denunce di blocchi alla rete internet e alle telecomunicazioni, confermate anche dal portale di monitoraggio della rete Net Blocks, che riferisce di una “significativa interruzione” dei servizi web, alcuni emittenti, attivisti e blogger riescono a riportare cosa sta avvenendo nella città. Secondo Sudan Tv, le forze di sicurezza hanno chiuso tutte le vie di accesso alla città eccetto i ponti di Halfaya e Soba.

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Dal suo profilo Twitter Ahmed, fondatore della organizzazione giovanile Hanbneho Youth Initiative, trasmette una diretta Twitter delle proteste. Stando a quanto riferisce l’attivista, i cortei si sono mossi da diversi quartieri della città, come Jabra, nel nord, e Al-Kalakla, più a sud. Sulla sua pagina Facebook il blogger Mianalakhir sta invece rilanciando i video di diversi manifestanti. In uno dei filmati si vedono decine e decine di dimostranti cantare cori e ballare in corteo nel quartiere di Hamadab, tagliato da una delle più grandi arterie delle zona orientale della capitale, Al-Shijra Avenue.

Su Facebook e Twitter la Sudanese Professionals Association (Spa) ha pubblicato anche le immagini delle proteste organizzate dai lavoratori della compagnia sudanese del settore ‘oil and gas’ Petro Energy. Nel Paese è ancora in corso lo sciopero generale indetto subito dopo il golpe. Stando a un comunicato rilanciato dall’organizzazione sindacale, a firma ‘coordinamenti dei comitati di resistenza dello stato di Khartoum’, le manifestazioni intendono mantenersi pacifiche. Tra le principali istanze della piazza, la destituzione dei militari e la riconsegna del potere nella mani di rappresentanti civili, l’istituzione di una nuova compagine governativa di transizione e lo scioglimento delle milizie para militari attive nel Paese.

Nei giorni scorsi le proteste contro l’intervento dell’esercito sono più volte degenerate in scontri. Almeno 11 manifestanti avrebbero perso la vita a causa dell’intervento delle forze dell’ordine, stando a quanto riportato dai media internazionali.

Lunedì il generale Abdel Fattah al-Burhan ha sciolto il governo e il Consiglio sovrano da lui presieduto, i due organismi alla base della transizione iniziata nell’aprile 2019 dopo che una rivolta popolare e un intervento dell’esercito avevano messo fine ai 30 anni di governo dell’ex presidente Omar al-Bashir. I militari hanno anche arrestato il primo ministro Abdalla Hamdok, che ora è stato rilasciato ma rimane sotto “stretta sorveglianza”, oltre che diversi leader civili della transizione e capi dei gruppi armati firmatari di un accordo di pace con il governo.

LA DIASPORA SUDANESE PROTESTA IN TUTTO IL MONDO

Da Beirut, in Libano, fino a Sidney, in Australia, passando per la nostra Torino, la diaspora sudanese nel mondo è scesa in strada a supporto della grande mobilitazione indetta per oggi nel Paese per protestare contro il colpo di Stato militare che si è verificato lunedì. Immagini di manifestazioni in diverse città sono state pubblicate sui social media dalla Sudanese Professionals Association (Spa), un’organizzazione che racchiude 17 sigle sindacali del Paese, tra quelle che stanno animando le proteste.


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