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L’Onu chiede il ripristino di un governo di civili in Sudan

Proseguono gli scontri e gli arresti, da lunedì ci sono stati 11 morti e 150 feriti
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di Francesco Mazzanti

ROMA – Dopo la sospensione degli aiuti finanziari internazionali e la sospensione dall’Unione africana, anche il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione sul Sudan nella quale si chiede il ripristino “di un governo di transizione diretto dai civili” e si esprime “una viva preoccupazione di fronte alla presa del potere da parte dei militari”. Il Consiglio ha anche condannato gli arresti arbitrari e la dissoluzione delle istituzioni transitorie del Paese, ma dopo un lungo negoziato sono stati eliminati dal testo i termini “condanna” e “colpo di Stato”.

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Nel Paese sono in corso i preparativi per le mobilitazioni previste domani a Khartoum e in altre città. Ieri, i funerali di un membro di uno dei comitati di resistenza, tra gli organizzatori delle proteste di domani, è stato interrotto dalle forze armate che hanno sparato lacrimogeni e pallottole in caucciù. Gli incidenti sono proseguiti per tutto il pomeriggio e tre manifestanti sono morti. Secondo la radio sudanese Dabanga, da quando lunedì i militari hanno preso il potere, scatenando le proteste di piazza, sono morte almeno 11 persone e 150 sono rimaste ferite. Dabanga riporta inoltre gli arresti di 13 attivisti a Nyala, nel sud della regione del Darfur, trasferiti nella prigione di El Kabeer.

Anche nella capitale Khartoum proseguono le perquisizioni nelle case di chi ha organizzato le proteste e il comitato degli insegnanti sudanesi ha annunciato la detenzione del presidente Yasin Hasan Abdelkarim.

Le autorità militari hanno anche arrestato il giornalista Fayez El Seleik in seguito a un’intervista con l’emittente Al Jazeera nella quale “aveva criticato e condannato il colpo di Stato in corso in Sudan”.

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