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La svolta degli Usa: sì alla soluzione a due Stati di Israele e Palestina

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Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan conferma il cambio di rotta di Biden rispetto a Trump, che aveva riconosciuto Gerusalemme capitale di Israele
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ROMA – Per porre fine al conflitto israelo-palestinese, gli Stati Uniti propongono la soluzione dei due Stati: lo ha confermato il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, incontrando ieri il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi, nel corso di un vertice ospitato al Cairo.

Il sostegno di Washington alla costituzione di uno Stato palestinese rappresenta un cambiamento rispetto alla politica implementata dall’ex presidente Trump, che aveva riconosciuto la proclamazione unilaterale di Gerusalemme capitale da parte di Israele – in violazione degli accordi di Oslo e delle risoluzioni Onu – nonché sostenuto un piano che avrebbe portato di fatto all’annessione di oltre il 30% dei Territori palestinesi in Cisgiordania.

L’Egitto è un attore chiave sul dossier e ha giocato un ruolo fondamentale nei negoziati per il cessate il fuoco dopo l’ultimo conflitto nella Striscia di Gaza, a maggio scorso. Sempre nell’ottica di favorire una distensione nell’area mediorientale e nel Golfo, prima di arrivare al Cairo Sullivan aveva già incontrato i leader di Emirati Arabi Uniti – che hanno ripristinato le relazioni diplomatiche con Israele l’anno scorso, sempre attraverso la mediazione di Trump – e Arabia Saudita, entrambi attori impegnati nella guerra in Yemen.

Quanto al tema della repressione dei difensori dei diritti umani in Egitto, l’amministrazione Biden è stata criticata da diverse ong internazionali perché ha riconfermato al Cairo un fondo da oltre un miliardo di dollari di aiuti, condizionando al rispetto dei diritti solo una quota minore, di 130 milioni di dollari.

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