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Tokyo 2020, Tamberi in finale nel salto in alto

gianmarco_tamberi
L'azzurro ha superato 2,28 al secondo tentativo
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TOKYO – Gianmarco Tamberi è in finale nel salto in alto ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, in programma domenica. L’azzurro ha superato 2,28 al secondo tentativo. Fuori invece Stefano Sottile.

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EMOZIONE UNICA, SPUTATO SANGUE PER ESSERCI

 “L’impatto con i Giochi? Un’emozione unica. Quando sono arrivato ho fatto un respiro profondo… Ho fatto di tutto per stare qua, ho sputato sangue. Non vedevo l’ora di esserci”, ha dichiarato Tamberi. L’azzurro non è soddisfatto della sua prestazione, ma esclude l’ipotesi che si tratti di un blocco mentale: “Nelle gare importanti non ho mai avuto paura in 10 anni di carriera. È solo un problema tecnico: devo trovare i giusti spazi e tempi, le giuste sensazioni per sbloccarmi, è successa la stessa cosa anche a Portland 2016 (quando diventò campione del mondo indoor, ndr)”. Quando alle condizioni ambientali, “la pedana era molto buona e non poteva essere altrimenti. Al caldo sinceramente non sono stato a pensare… Io sono pronto a qualsiasi cosa”. Anche nello stadio Olimpico vuoto ‘Gimbo’ ha provato a chiamare l’applauso del poco pubblico presente, composto da atleti e tecnici. “Ci ho provato per sentire come andava chiamare la claque… E infatti ho sbagliato il salto. Vedrò in finale cosa si potrà raccattare con 30 persone in più”, scherza l’azzurro.

HO FATTO SCHIFO MA CONTA LA FINALE

 “In pedana ho detto ‘mamma mia che schifo’. Oggi non ho fatto quello che volevo sentire ma l’obiettivo era entrare in finale: ora devo concentrarmi su me stesso e non guardare gli altri, devo trovare il modo di saltare”.

DEVO CAPIRE COSA MI HA PORTATO FUORI STRADA

 “Devo capire cosa mi ha portato fuori strada oggi, prima della finale. Questa estate ho fatto un avvicinamento terribile e ho fatto schifo, ma non solo negli ultimi 20 giorni. È l’opposto di quello che mi aspettavo, pensavo di arrivare dopo 3-4 salti a 2,35 e di essere in forma già prima. Ma non importa, basta saltare in finale”.

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