Rugby, Di Giandomenico: “Soddisfatto delle mie ragazze, il movimento femminile è in crescita”

Nazionale Rugby
La contentezza nelle parole del tecnico azzurro dopo aver centrato un quarto posto al Sei Nazioni
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ROMA – Il 25-5 finale subito a Dublino nella finale per il terzo posto in questo Sei Nazioni anomalo, è stato solo un piccolo incidente di un percorso in crescendo della Nazionale femminile. È arrivato un meritato quarto posto finale, con la ciliegina sulla torta della vittoria di Glasgow contro la Scozia per 41-20, dopo la vittoria in Galles nell’edizione 2020 e le tre del 2019. Le ragazze della palla ovale italiana sono indubbiamente in pianta stabile nell’élite del rugby internazionale. “Il merito? Di Andrea Di Giandomenico – è il pensiero di Manuela Furlan, capitano azzurro, a proposito del segreto di questa squadra- Ma lui dirà che siamo noi”.

E infatti: “La pago per dire che sono io il segreto”, sorride il diretto interessato, intervistato dall’agenzia Dire. “Ringrazio per le parole, i meriti sono dello staff che ha il merito di riuscire a orientare la motivazione delle ragazze verso l’obiettivo tecnico. Qualche merito lo prendiamo solo nella condivisione di un progetto. Le ragazze hanno una forte coesione. È un ottimo gruppo. Rinforza quella che è una motivazione legata a obiettivi condivisi. Il segreto sono loro”.

Per quanto riguarda il torneo 2021, “ritengo molto soddisfacente le prestazioni messe in campo”, ha detto ancora il tecnico sottolineando anche i diversi motivi di complicazione affrontati: “Le tre settimane di raduno, le difficoltà di recuperare il Sei Nazioni 2020, c’era una maggiore incertezza e ansia provocata da questa situazione e dai protocolli sanitari”. Durante i raduni “che ci hanno permesso di lavorare tra ottobre e aprile, le ragazze hanno dato dimostrazione di quanto siano dedite e centrate sul loro compito. Sono soddisfatto. Pure della partita con l’Inghilterra, di quella in Scozia, al di sopra aspettative”.

Qualche difficoltà nella terza partita, quella giocata e persa in Irlanda: “Qui la responsabilità parte da me, mi rammarico non essere riuscito mettere le ragazze nella migliore condizione di potersi esprimere”. Delle sue ragazze a Di Giandomenico piace “vederle giocare, riescono a essere a loro agio nella logica del gioco. Quando riescono a esprimersi in maniera collettiva, a farsi trascinare dai flussi, sono efficaci in rapporto a quello che è il movimento”. Ma ci sono comunque particolari su cui devono lavorare: “Ci sono capacità di gioco al piede, che dobbiamo sviluppare in maniera migliore, la gara con l’Irlanda è stata un esempio, dove loro hanno vinto la battaglia territoriale, sono riuscite a insediarsi in maniera importante nella nostra metà campo. Non vorrei mai, però, che si limitasse la voglia di giocare per non sbagliare”, ha sottolineato auspicando la “consapevolezza di non dover sbagliare in alcuni momenti, sempre stando attenti non tarpare le ali”.

La nazionale femminile è il volto positivo del rugby italiano: tre vittorie nel Sei Nazioni 2019, un successo in Galles nell’edizione 2020 e ora questo quarto posto grazie alla vittoria in Scozia nel torneo appena concluso. Ma Andrea Di Giandomenico, il capo allenatore della Nazionale femminile non vorrebbe fare distinzioni rispetto al maschile, che invece fatica a conquistare risultati.

Per il tecnico azzurro il movimento del resto è uno: “È normale fare paragoni, ma se riusciamo a essere scevri dall’osservare i risultati, anche se sono i risultati che parlano, io che ho la fortuna di lavorare in vari contesti nella formazione, leggo tutto nello stesso quadro, nella stessa idea e modello di rugby che per circostanze e contesti diversi, si esprime in una determinata maniera- spiega all’agenzia Dire- i risultati sono generati da stesso movimento e dagli stessi principi.

L’affermazione del femminile rinforza in me l’orgoglio di quello che stiamo facendo e dei principi che ci ispirano”. Di Giandomenico, comunque, a proposito della Nazionale maschile, sottolinea come “nessuna nazionale ha dato tanti nuovi giocatori al movimento internazionale”. Al centro del lavoro dello staff azzurro, continua il capo allenatore della femminile, “c’è la crescita nella qualità delle prestazioni su cui c’è sempre la nostra attenzione. Altro punto positivo è l’ingresso di nuove giocatrici, è un merito che va condiviso con il movimento sul territorio, con i club, con le ragazze che si affacciano al gruppo della Nazionale, hanno una consapevolezza sempre maggiore. E poi il lavoro dei club, il lavoro della Federazione e di un movimento che è in crescita. Questo è tra i risultati positivi di quello che si sta facendo in Italia sull’aspetto del rugby femminile”.

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