Il vento messicano butta giù un pezzo del muro di Trump

La barriera in acciaio alta nove metri non ha retto al forte vento di questi giorni e si è piegata all'altezza della città californiana di Calexico
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ROMA – Un tratto della barriera anti-migranti che divide gli Stati Uniti e Messico non ha resistito alle raffiche di vento delle ultime ore. Il fenomeno meteorologico ha riguardato le città californiana di Calexico e quella messicana di Mexicali. Come hanno riferito le autorità, in quel tratto la barriera era ancora in costruzione. Le strutture in cemento armato che avrebbero dovuto stabilizzare i pannelli metallici non si erano ancora solidificate del tutto e per questo gli agenti atmosferici hanno avuto la meglio, piegando barriere di acciaio alte nove metri.

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ACCIAIO AL POSTO DEL CEMENTO PER RISPARMIARE

A optare per la barriera in acciaio al posto di un muro in cemento era stato lo stesso presidente Trump a inizio mese, nell’ottica di ridimensionare i costi. La realizzazione del muro lungo 3mila chilometri – tra le principali promesse elettorali di Trump – servirebbe a impedire alle persone di immigrare irregolarmente negli Stati Uniti. Un progetto che ha destato forti critiche tra i democratici, che lo hanno definito “immorale”.

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PER COSTRUIRE IL MURO TRUMP HA BLOCCATO GLI STIPENDI PUBBLICI

Lo scorso anno, l’approvazione dei 5,7 miliardi di dollari di fondi necessari alla costruzione della barriera ha aperto un crisi: pur di ottenere quella cifra, il capo della Casa Bianca è arrivato a dichiarare lo “shutdown”: il blocco agli stipendi degli impiegati pubblici – circa 800mila – finché non fosse trovato un un compromesso per l’approvazione del budget. Intanto, a Calexico gli operai sono tornati a lavorare per completare l’opera.

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30 Gennaio 2020
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