VIDEO | Ndrangheta, a Reggio Calabria arrestati 14 esponenti della cosca Labate

"Oggi lo Stato è ancora più forte", ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giovanni Bombarieri
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REGGIO CALABRIA – “L’importanza di questa indagine è che registriamo, con grande soddisfazione, le denunce di alcuni imprenditori che hanno capito che la scelta non è più limitata a pagare il pizzo e tacere esponendosi ad un gioco criminale che li fa diventare vittime e partecipi della cosca di riferimento”. Così il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giovanni Bombarieri commenta l’esito dell’operazione Helianthus eseguita dalla polizia che ha portato oggi all’arresto di 14 persone ritenute ai vertici della cosca Labate. “Gli imprenditori – ha aggiunto il procuratore reggino – hanno la possibilità di denunciare e di ottenere giustizia contro le pretese criminali che opprimono la loro attività commerciale. Oggi lo Stato è ancora più forte – ha concluso Bombardieri – e può garantire questi soggetti per le loro libere attività”.

Per 12 persone sono state emesse ordinanze di custodia cautelare, per altre due sono stati disposti gli arresti domiciliari. Fra gli arrestati ci sono Pietro Labate, ritenuto al vertice della famiglia, e a cui il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere essendo detenuto per altra causa; il fratello Antonio Labate, reggente della cosca durante il periodo di latitanza di Pietro Labate; il cognato di entrambi, Rocco Cassone; nonché luogotenenti e nuove leve della consorteria. Le indagini sono state condotte con il ricorso alle intercettazioni e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, grazie alle quali è stato possibile individuare le vicende criminali che hanno determinato il graduale potenziamento della cosca Labate considerata dagli investigatori una potente articolazione della ndrangheta.

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29 Gennaio 2020
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