Ciclone Umbria sull’alleanza Pd-M5S, Di Maio sarà commissariato

L'editoriale di Nico Perrone
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Niente miracoli nella terra dei santi. In Umbria la Lega di Matteo Salvini porta a casa il 37% dei consensi, seguito dal 10,4% di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che raddoppia e lascia indietro Forza Italia, crollata al 5,5%. Sono loro i vincitori e, di questo passo, probabilmente alle elezioni politiche basteranno solo loro due per vincere. Ha pagato la propaganda di Salvini, che ha battuto tutta l’Umbria palmo a palmo e che adesso si appresta a traslocare in Emilia-Romagna. Altra regione ‘rossa’, che va al voto il prossimo gennaio, e dove il leader della Lega spera di raddoppiare il colpaccio. Nei partiti della maggioranza di Governo è allarme. L’alleanza tra Pd e M5S è rimasta sepolta sotto la valanga umbra e non sarà ripetuta nelle altre elezioni locali. Il Capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, è sotto accusa. Per il momento sta cercando di addossare ad altri la colpa della sconfitta. Pesantissima per il Movimento, crollato al 7,4% rispetto al già misero 14% preso un anno fa alle Europee. A questo punto, spiega una fonte del Movimento, Di Maio sarà presto affiancato, meglio commissariato, da un direttorio. Direttorio dove i gruppi parlamentari avranno un gran peso per scegliere chi ne farà parte. Visto l’andazzo, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, non ci sta e avvisa: o il Governo e la sua maggioranza cambiano marcia o, se si continua con i litigi e contrapposizioni, è meglio andare a votare. Anche per il Governo Conte la navigazione diventa difficile. Vero che la stravittoria di Salvini spinge ad unirsi per evitare il voto, ma questo non basta a garantire l’approdo. Adesso l’Emilia-Romagna diventa cruciale. Toccherà al Pd, forte del buongoverno di questi ultimi 5 anni, convincere gli elettori. Toccherà al M5S, alleato di Governo, fare una campagna elettorale a sostegno. Perché è chiaro che se anche l’Emilia-Romagna dovesse passare alla Lega a quel punto, è lo scenario che si discute tra i parlamentari, si andrebbe a votare la prossima primavera con l’attuale sistema elettorale. E saranno dolori per il M5S e Italia Viva di Matteo Renzi, perché è un sistema dove ogni forza politica punta a vincere… da sola.

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28 Ottobre 2019
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