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In Africa aumentano i casi di Covid, a Kampala un summit con l’Oms

Nel continente oltre 5,3 milioni i contagiati, la variante Delta preoccupa. Nella riunione con l'Organizzazione mondiale della sanità i Paesi insistono per una deroga alla proprietà intellettuale dei brevetti
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ROMA – “L’egoismo” che sta caratterizzando la distribuzione dei vaccini contro il Covid-19 nel mondo “è un male”, ma è anche un fatto “positivo” nella misura in cui potrebbe aiutare l’Africa a “svegliarsi” e a smettere di “dipendere dall’esterno per qualsiasi cosa”: parola del presidente dell’Uganda, Yoweri Museveni, che ha aperto a Kampala il World Health Summit Regional Meeting sul contrasto alla pandemia nel continente. L’incontro, una quattro giorni di lavori cominciata ieri, vede la presenza, tra gli altri, di oltre 230 esperti e del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.

CONTRO LA VARIANTE DELTA L’AFRICA TORNA A CHIUDERSI

La conferenza internazionale, che dovrebbe concludersi con l’approvazione dell’Accordo di Kampala sul Covid-19, arriva in una fase in cui si registra una crescita dei contagi in tutto il continente. A determinare questa evoluzione, secondo esperti concordanti, anche la diffusione della variante Delta del virus, originatasi in India e ritenuta più contagiosa. Tra i Paesi che hanno imposto limitazioni più rigide per contenere la diffusione del contagio c’è proprio l’Uganda, nel pieno di un lockdown totale di 42 giorni imposto a partire dal 19 giugno. Ieri il presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, ha annunciato nuove misure restrittive per 14 giorni, tra le quali il divieto alla vendita di alcolici e a consumare nei ristoranti. Circa due settimane di stretta ai movimenti sono stai invece imposti in Tunisia a partire da sabato scorso.

SOLO UN VACCINATO SU 100, UNIONE AFRICANA INSISTE SULLO STOP AI BREVETTI

A oggi, stando ai dati di Africa Centres for Disease Control and Prevention (Africa Cdc), l’agenzia sanitaria dell’Unione Africana, i casi di contagio registrati nel continente sono oltre 5,3 milioni, su un totale di test diagnostici che supera di poco i 52 milioni. A facilitare la diffusione del virus c’è anche il basso tasso di cittadini vaccinati: secondo l’Oms, solo una persona su 100 è stata immunizzata. È in questo ambito che l’Unione Africana e diversi Paesi, su tutti il Sudafrica, stanno spingendo per una deroga alla proprietà intellettuale sui brevetti dei vaccini in sede dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc/Wto). Museveni ha evidenziato nel suo discorso l’importanza di dotarsi delle materie prime necessarie per sviluppare i sieri in Africa e ha detto che ricercatori ugandesi potrebbero arrivare all’ultima fase di sperimentazione di un siero contro il nuovo coronavirus entro novembre.

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