Salvini e Di Maio, una poltrona per due

Condividi su facebook Condividi su twitter Condividi su whatsapp Condividi su email Condividi su print Le cronache giornalistiche parlano di uno scontro tra Matteo Salvini
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Le cronache giornalistiche parlano di uno scontro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Sentendo chi sta dietro le quinte a contatto con i leader, al contrario, si viene a sapere che la barca del Governo va. Non a gonfie vele, ma procederà tra alti e bassi fino alle elezioni Europee. Salvini e Di Maio, ognuno a casa propria, devono fare i conti con chi chiede e ancora non riceve.

Soprattutto i capi di Lombardia e Veneto, sul tema dell’autonomia, di avere per loro l’avanzo fiscale e non darlo alle altre regioni, sentono puzza di bruciato. Che questo rimandare sempre a dopo, alla fine, non porti a nulla. Poi c’è la patata bollente della Tav, si farà? Ed anche la legge sulla legittima difesa, voluta soprattutto da Salvini, al M5S sembra troppo sbilanciata a favore dei ‘giustizieri’ di casa nostra. Alla fine, si è preferito rimandare. Oggi si parla soprattutto di riforma del Codice degli appalti, dell’imminente decreto che dovrebbe sbloccare subito tanti cantieri e dare ossigeno al lavoro.

Salvini e Di Maio si tengono stretti, per non cadere. Anche se Di Maio è in difficoltà dopo le sberle prese in Abruzzo e Sardegna, dalla sua ha la stragrande maggioranza dei parlamentari: il 32% sono ‘grillini’ contro il 17% della Lega. Tradotto: caro Salvini, senza i nostri voti i tuoi provvedimenti non passano. Ma è un gioco delle parti, per arrivare alle Europee. Dopo sarà tutta un’altra storia. Con un Movimento dimezzato la Lega farà piazza pulita, e se servirà si prenderà pure un pezzo dei ‘grillini’.

LEGGI DIRE OGGI – EDIZIONE DEL 28 FEBBRAIO

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