Ddl uomini maltrattanti, Conzatti: “È una rivoluzione copernicana”

"Non prevediamo alcuno sconto di pena". Maiorino: "Lo chiede l'art. 16 di Istanbul"
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ROMA – “È un fenomeno strutturale, omogeneo e legato a un sistema patriarcale. Dobbiamo dirci che il problema della violenza non sono le donne, ma gli uomini anzi il comportamento degli uomini violenti. È questo l’ approccio nuovo, ed è una rivoluzione copernicana”. Presenta con questa fermezza la senatrice di Italia Viva, Donatella Conzatti, anche segretaria della Commissione d’Inchiesta sul femminicidio, il suo ddl per il recupero e il lavoro di rieducazione dei maltrattanti, esprimendo l’auspicio che “il Senato lo approvi il prima possibile” insieme a quello della senatrice del Movimento Cinque Stelle, Alessandra Maiorino, sempre dedicato al recupero dei maltrattanti e all’azione correttiva sul loro agito violento.

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Alla conferenza, tra gli altri, hanno preso parte la ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti; il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, oltre a esperti del mondo dei centri per i maltrattanti e esponenti della magistratura. “Con la legge 77 del 2013- ha ricordato Conzatti- abbiamo ratificato la Convenzione di Istanbul che chiede prevenzione e protezione e stiamo implementandola con azioni che vanno proprio in questa direzione. Il lavoro di centri antiviolenza e case rifugio è straordinario, ma oggi serve un passo in più: accreditare in questa rete nazionale anche i centri di recupero per uomini autori violenza”. Ha tenuto a sottolineare Conzatti: “In entrambi i ddl non prevediamo alcuno sconto di pena, ne’ misura deflattiva per i maltrattanti. Lavoriamo per cambiare il comportamento violento, quindi su modelli culturali e per questo ogni volta in cui agiscono violenza questi uomini devono essere invitati, in modo normativamente cogente, a frequentare corsi di rieducazione. Il mio Ddl crea un accreditamento per i centri di riabilitazione dei violenti nella grande rete antiviolenza, affinché tutti abbiano stessi standard e medesime linee guida. Ogni Questore, ogni magistrato deve sapere di potersi affidare a questi centri specializzati. Facciamo in modo inoltre- ha specificato- che anche l’istituto dell’ammonimento erogato dal Questore sia affiancato con automatismo al percorso rieducativo e lo stesso per le misure cautelari”.

Quanto al finanziamento di questi percorsi, ha ricordato Conzatti: “I fondi, che sono ulteriori rispetto a quelli dei centri antiviolenza, sono stati destinati dal mio emendamento al decreto agosto: 1 mln di euro a partire dal 2020. Il costo dei percorsi rimane a carico degli uomini, fatta eccezione per i non abbienti. Le risorse saranno quindi stanziate per l’organizzazione dei centri e la rete”.

MAIORINO: “CON DDL MALTRATTANTI MAGGIOR SUPPORTO ALLE VITTIME”

“Non si toglie attenzione alle donne, ma si da maggior supporto alle vittime. Lo chiede l’articolo 16 della Convenzione di Istanbul”, ha ribadito la senatrice pentastellata Alessandra Maiorino presentanto il suo Ddl e l’azione congiunta con la senatrice Conzatti su questo fronte certamente nuovo e poco esplorato ancora in Italia. “C’e’ stata finora reticenza e intendiamo scardinarla- ha detto- È ora che siano gli uomini a interrogarsi sul perché agiscono con violenza. Viviamo in un paese in cui fino al 1956 esisteva lo ius corrigendi, nel 1981 e’ stato abolito il delitto d’onore, mentre lo stupro è diventato un reato contro persona nel 1996. È questa la cultura in cui ci muoviamo”.

A proposito di questi disegni di legge sulla rieducazione dei violenti, Maiorino ha sottolineato: “Più che di protezione parlerei di prevenzione, andiamo ad agire in fase iniziale sui reati cosiddetti spia ed e’ il questore che deve indirizzare il maltrattante”. Pene giudiziarie, ma anche cultura e stereotipi, come quello secondo cui “l’uomo non ha bisogno di chiedere aiuto. I centri per uomini maltrattanti servono a questo e vanno a corroborare il lavoro dei centri antiviolenza per le donne”.

COZZI: “BENE DISINNESCARE BOMBA O REITERANO”

“La violenza non è un destino maschile, ma una scelta”. Ha utilizzato queste parole, accogliendo con favore la proposta di legge sul recupero dei maltrattanti presentata stamane in Senato, lo psicoterapeuta Arturo Sica, direttore del Centro White e Vicepresidente Relive, presentando la “Rete Relive di 24 centri, legata anche a una rete europea”. “Sono 10 anni che lavoriamo con i maltrattanti. Il primo Centro Ascolto Maltrattanti e’ stato aperto a Firenze, presidente Alessandra Pauncz. Differenza di genere, identita’ maschile che non sa trovare altro modo che non sia quello patriarcale antico e fragilita’ individuale” sono le radici, ha spiegato lo psicoterapeuta, che portano alla violenza, e per intervenire su questi uomini “serve una formazione specifica”.

I reati di maltrattamento, complice anche il lockdown, non sono diminuiti: “Mentre c’e’ stata una riduzione dei procedimenti per reati generici, c’e’ stato un costante mantenimento di quelli di denunce per violenza genere e maltrattamenti”, ha confermato il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova, Franco Cozzi, intervenuto durante la presentazione dei ddl.

“Per il 2019- ha continuato- nella nostra procura avevamo circa 420 procedimenti per maltrattamenti, nel 2020, a settembre, eravamo a piu’ di 315. Istanbul non e’ stata finora applicata all’articolo 16 e prevenire non ha solo una finalita’ etica, ma anche un’efficacia in termini criminali sulla recidiva e non c’e’ alcuna contrapposizione con la protezione che deve ricevere la vittima. Il percorso non finisce dopo la pena, perche’ se il maltrattante non riconosce il disvalore del suo comportamento e’ portato a reiterare. Solo intervenendo su questo soggetto- ha ribadito- si puo’ disinnescare la bomba a orologeria. Il ddl e’ esattissimo e il punto dell’ obbligatorieta’ va definito molto bene a partire dalla fase cautelare. Il Magistrato- ha aggiunto- puo’ imporre questo programma nel modo della premialita’”.

Anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trento, Sandro Raimondi, intervenuto in conferenza, ha ribadito come “non siano diminuiti reati di genere da gennaio 2020 ad oggi”, sottolineando l’importanza strategica di intervenire sulla prevenzione. La Dirigente della Polizia di Stato (Questura di Milano) Alessandra Simone ha parlato del “Progetto Zeus” da lei ideato, mirato proprio alla rieducazione dei maltrattanti che tendono a “reiterare la loro condotta anche nelle nuove relazioni”. Bisogna intervenire sull’excalation perche’ “l’80% dei femminicidi- ha ricordato la dirigente- ha come precursore il maltrattamento e l’ammonimento del Questore da la possibilita’ di diffidare queste persone. Il protocollo dal 5 aprile 2018 incide sul recupero degli autori di condotte violente e colpisce gli ammoniti per stalking o violenza domestica. Dei 122 ammoniti per violenza domestica- ha detto- solo 25 soggetti hanno reiterato i comportamenti”.

Lavorare sulla prevenzione ha quindi ricadute tangibili sui reati e sulle recidive, ma non solo. Lo ha spiegato lo psicoterapeuta Andrea Bernetti, presidente CAM Roma onlus: “Una caratteristica a cui non si pensa mai nell’ambito della violenza domestica è la trasmissione intergenerazionale, sia da parte della donna che subisce sia dell’uomo che agisce. La sola pena, oltre a non intervenire sul rischio di recidiva, non si ricorda mai dei figli”.

 BONETTI: “DDL SU MALTRATTANTI PER CAMBIARE IL PARADIGMA SOCIALE”

Bisogna avere il coraggio di esplorare percorsi nuovi. La pre-condizione per superare la piaga della violenza maschile sulle donne e’ la promozione della piena parità di genere e soggetti protagonisti di questo percorso devono essere anche gli uomini. La donna vittima di violenza va aiutata e sostenuta, ma non possiamo togliere la responsabilita’ al colpevole e in uno Stato di diritto la responsabilita’ non e’ solo la condanna, ma anche la richiesta di cambiamento dell’agire di quell’uomo. Stiamo lavorando nel Piano strategico nazionale in questa direzione, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul e questi ddl contribuiscono a consolidare questo percorso”. La ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti ha spiegato con queste parole la necessità di “affrontare questa sfida” perché il fenomeno della violenza si contrasta a partire dalla prevenzione, restituendo agli uomini maltrattanti la responsabilita’ e la consapevolezza, delle loro azioni: un tema di cui lo Stato deve farsi carico. 

“La responsabilità- ha spiegato la ministra- è colpevolezza, ma ne deve conseguire la necessita’ di un cambiamento: e’ questa la nuova sfida per raggiungere l’obiettivo che e’ quello di aiutare ogni donna ad essere liberata dalla violenza”. Un invito quello di Bonetti ad usare parole di “verita’” sul fenomeno della violenza, senza sconti e attenuanti, perche’ “il fenomeno della violenza permea il nostro vissuto e sono troppe le donne che sono in solitudine e in silenzio, che sono ferite con i loro figli. La violenza va condannata senza contestualizzazioni: non c’e’ gelosia, conflittualita’, relazione, e’ disumanita’ e va ripudiata. Servono quindi azioni di prevenzione che cambino il paradigma sociale”.

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La ministra ha ricordato anche quella “violenza subdola”, rispetto a quella fisica e sessuale, che è la violenza economica, ricordando il progetto del Dicastero sul “microcredito e la campagna ‘Libera Puoi’. Il microcredito- ha spiegato Bonetti- e’ un fondo di garanzia di 3 mln euro. Una garanzia al 100%, un atto di fiducia senza alcun debito verso lo Stato- ha ribadito- E accanto a questo c’e’ un reddito liberta’, grazie ad un emendamento della deputata Annibali per un fondo ulteriore per sostenere la donna nella prima fase di uscita dalla violenza. Stiamo costruendo anche- ha concluso la ministra- i primi 3 mln anche in ‘Next generation’ dove ho voluto inserire un progetto per le donne in uscita dalla violenza e si tratta di risorse solo aggiuntive”.

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