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Sequestrata la Scala dei turchi di Agrigento

Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Agrigento, che indaga su una persona: è l'uomo che sostiene di essere il proprietario
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PALERMO – Sequestro d’urgenza per la Scala dei Turchi di Realmonte, la parete rocciosa a picco sul mare in provincia di Agrigento meta di turisti e visitatori. Il provvedimento è della Procura di Agrigento, che indaga su una persona, ed è stato eseguito dalla guardia costiera di Porto Empedocle. All’uomo, che da tempo sostiene di essere il proprietario della zona, è contestata l’occupazione di demanio pubblico, oltre che il danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale.

“Ancora una volta la Procura arriva prima della politica – dice l’associazione ambientalista Mareamico di Agrigento -. Finalmente si farà chiarezza e si utilizzeranno i luoghi come meritano. Ora partirà il processo di regolamentazione dell’area, finalmente”.









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Sulla vicenda interviene anche il deputato regionale del Movimento cinque stelle, Giovanni Di Caro: “Il sequestro della Scala dei Turchi da parte della Procura di Agrigento – dice – testimonia che la gestione e la fruizione di tale sito, candidato patrimonio dell’Unesco, presenterebbe diverse irregolarità sulle quale anche noi come rappresentanti dei cittadini avevamo acceso i riflettori con atti parlamentari e richieste di audizioni all’Ars”.

Secondo Di Caro, però, “sono improprie le dichiarazioni dell’associazione Mareamico. Proprio l’11 febbraio – spiega ancora di Caro – su input del Movimento 5 stelle l’Assemblea regionale siciliana ha affrontato il caso Scala dei Turchi nel corso di un’apposita audizione della commissione Ambiente richiesta dal sottoscritto insieme alla collega Roberta Schillaci, con la quale avevamo incalzato il governo regionale, il Parlamento e le parti in causa a regolamentare il sito. Nel leggere le dichiarazioni secondo cui la magistratura arrivi prima della politica, è doveroso sottolineare due aspetti, il primo è ovviamente quello che la magistratura ha tempi e prerogative assolutamente diverse rispetto a quelle della politica, il secondo è che sarebbe auspicabile un distinguo tra quali parti politiche lavorano e quali possono essere tacciate di inazione”.

L’ASSESSORE CORDARO: BENE SEQUESTRO

“La decisione della Procura della Repubblica di Agrigento pone fine alla annosa controversia tra il Comune di Realmonte ed il presunto proprietario della Scala dei Turchi, bene naturale che da tempo la Regione ha sottoposto a vincolo paesaggistico”. Lo dice l’assessore all’Ambiente della Regione Siciliana, Toto Cordaro, commentando il provvedimento di sequestro dell’area del litorale agrigentino.

“Adesso – continua l’assessore – ci sono tutte le condizioni per elaborare e finanziare un progetto di tutela e, al tempo stesso, regolamentare la fruizione di uno dei tratti di costa più suggestivi dell’Isola, coniugando il diritto del visitatore con la conseguente esigenza della salvaguardia dell’area. La riservatezza che imponeva l’indagine della magistratura in corso ha suggerito al governo regionale di non replicare alle provocatorie dichiarazioni di chi, spesso, più che badare agli interessi generali, sembra salvaguardare solo i propri”.

Nelle scorse settimane a Palazzo d’Orleans il presidente della Regione, Nello Musumeci, aveva già incontrato i rappresentanti locali ed i tecnici per delineare “un percorso virtuoso” con l’obiettivo finale “dell’apposizione del vincolo sulla spiaggia, ma anche per l’adozione di tutte le iniziative utili a proteggere” la scogliera di marna bianca. “La strada intrapresa da tempo dal governo regionale – conclude Cordaro – è stata chiara fin dall’inizio: la tutela del bene è prioritaria rispetto ad ogni altra cosa. Il provvedimento della magistratura smentisce le ricostruzioni fantasiose e le indiscrezioni infondate che si sono susseguite negli ultimi mesi. Adesso dobbiamo accelerare sul percorso già stabilito”.

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