VIDEO | Il ‘messaggero di pace’ Prem Rawat: “Lockdown occasione per capire meglio noi stessi”

Lo scrittore indiano ha presentato a Roma il suo 'Programma di educazione alla pace' che in italia viene utilizzato in alcune carceri
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ROMA – Il Programma di educazione alla pace vuole riallenare le persone a vedere le cose positive in noi stessi. Tutto inizia da lì: quando siamo capaci di riconoscere il bene in noi è più facile vederlo negli altri”. Così all’agenzia Dire lo scrittore indiano Prem Rawat, intervistato nei giorni scorsi a margine della cerimonia di presentazione del Programma di educazione alla pace (Pep), da lui creato, a palazzo Giustiniani a Roma.

L’Italia, come ha annunciato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha aderito al Programma di Rawat per quanto riguarda la rieducazione dei detenuti. Il Pep, che consiste in una serie di incontri su temi specifici e basati sugli insegnamenti di Rawat, è proposto in 80 Paesi. Tra i detenuti delle prigioni indiane che partecipano al progetto la percentuale di recidiva sarebbe scesa notevolmente. In Italia è insegnato nel carcere veneziano di Santa Maria Maggiore e nella casa circondariale Pagliarelli di Palermo, oltre che in alcuni istituti di Mazara del Vallo, città siciliana di cui Rawat è diventato cittadino onorario.

Il Pep non è proposto solo nelle carceri, ricorda Rawat: “Ha così tanto successo perché viene insegnato anche nelle scuole, nelle università, nelle case di cura; tira fuori il bene da ognuno”. Rawat ha appena pubblicato per Rizzoli il suo secondo libro tradotto in italiano, ‘Impara ad ascoltarti’. L’autore dice che quest’opera vuole aiutare “a capire noi stessi, senza farci distrarre dal rumore di fondo”. Ma com’è possibile in pratica? “Quando senti un rumore esterno, la soluzione è molto facile” risponde l’autore. “Quello che ti serve sono i tappi per le orecchie. Ma quando il rumore è tra le tue orecchie, cosa fai? Tutto sta allora nel riconoscere quel rumore, ridurlo e sbarazzarsene”.

“PANDEMIA OCCASIONE PER CAPIRE MEGLIO NOI STESSI”

Parlando dell’attualità degli ultimi mesi, la pandemia di coronavirus, Rawat vede il bicchiere mezzo pieno: “Questa è un’occasione che abbiamo per capire meglio noi stessi“. Stare da soli con i propri pensieri è faticoso, a volte, ma può essere utile.

Tutto d’un tratto durante il lockdown il rumore esterno è sparito e quello dentro di noi è diventato altissimo“, spiega Rawat. Per uscire da questa situazione allora “bisogna essere contenti e in pace”; solo così potremo, secondo l’autore, “sentire quello che ci dice il nostro cuore, con un sussurro”. Come si può però tentare di trovare un equilibrio, se non la pace, in tempi così difficili e incerti? Secondo Rawat, non è complicato: “Non abbiamo bisogno di andare a cercare la pace da qualche altra parte, perché la pace è dentro di noi. Smettiamola di cercare e iniziamo a fare attenzione”.

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26 Settembre 2020
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