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Primarie centrosinistra Roma, giovedì prima uscita pubblica dei candidati per firmare la Carta degli intenti

GUALTIERI LETTA
A piazza Albania i candidati sigleranno il documento 'Tu, noi, Roma' che contiene gli impegni del futuro candidato unico per le amministrative in programma in autunno
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ROMA – Domani pomeriggio alle 15 i candidati alle primarie del centrosinistra per Roma si ritroveranno tutti insieme in piazza Albania, al lato del parco della Resistenza, per firmare la Carta degli intenti della coalizione. Si tratta della prima uscita pubblica comune di tutti i candidati. Ci saranno Roberto Gualtieri, Giovanni Caudo, Stefano Fassina, Imma Battaglia, Paolo Ciani e Tobia Zevi oltre ai coordinatori della coalizione, a partire dal segretario del Pd Roma, Andrea Casu. Per l’occasione sarà presentato l’appello comune dei candidati alla cittadinanza per costruire quella che è stata definita “La Roma del futuro“, ovvero “la Capitale del lavoro, equa, ecologica ed accogliente”.

I PUNTI DELLA CARTA DEGLI INTENTI ‘TU, NOI, ROMA’

“Autosufficienza impiantistica per il trattamento, il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti, attraverso un mix di impianti che consenta l’effettiva attuazione di un ciclo dei rifiuti in linea con i principi dell’economia circolare. Un urgente rafforzamento del decentramento Municipale. L’attuazione del Piano Urbano della mobilità sostenibile, con investimenti nel ferro (metropolitane, tram e razionalizzazione della rete ferroviaria metropolitana), nelle reti ciclabili e nella mobilità elettrica”. Sono questi alcuni dei punti più importanti contenuti nella Carta degli Intenti per le primarie 2021 del centrosinistra, chiamata ‘Tu, Noi, Roma‘. Il documento, che di fatto costituisce l’ossatura ideologica essenziale del programma elettorale del futuro candidato unico, verrà presentato ufficialmente domani al parco della Resistenza alla presenza di tutti i candidati del centrosinistra e del capogruppo del Pd in Assemblea Capitolina, Giulio Pelonzi, artefice materiale del testo.

L’incipit del documento è questo: “Siamo donne e uomini appartenenti a partiti e gruppi politici, amministratrici e amministratori locali, rappresentanti di realtà civiche, facciamo riferimento ai valori costituzionali della partecipazione democratica e dell’antifascismo e diamo vita a una nuova coalizione laica e progressista per guidare Roma, che condivide e persegue i principi dell’economia giusta, ecologica e solidale, il primato della regia pubblica, che mette al centro il lavoro di qualità, che afferma i diritti e le pari opportunità di genere e di generazione e che vuole costruire il futuro della nostra città senza dimenticare né lasciare indietro nessuno”.

Tra gli altri punti del documento, oltre quelli già elencati, troviamo, “l’impegno alla riqualificazione dei servizi pubblici e dei beni comuni, per un’economia socialmente ed ecologicamente sostenibile, che punti alla diversificazione, all’innovazione, alla cura, alla conoscenza e capace di rimuovere le disuguaglianze e l’esclusione sociale”. Inoltre si punta “al contrasto della precarietà del lavoro che impedisce alle giovani generazioni di progettare la propria vita”.

Ed ancora, ecco i progetti per “una rete di servizi territoriali efficace, diffusa, competente e realmente di prossimità”, “la salvaguardia dell’esperienza pluridecennale della Casa Internazionale delle Donne, di Lucha y Siesta e delle altre realtà di protagonismo delle donne in città con la promozione di una Casa delle donne in ogni Municipio”, “il superamento della delibera 140 per affermare un nuovo uso sociale del patrimonio pubblico”, “il contrasto all’emergenza abitativa con un piano per il diritto alla casa favorendo l’edilizia residenziale pubblica” e l’impegno su “azioni di sostegno alle attività culturali, ai lavoratori e alle imprese del settore” con “un nuovo patto tra Stato e Comune sulle aree archeologiche centrali”. Nel documento, infine, dopo alcuni passaggi sull’importanza della formazione, del verde pubblico e dei vari diritti ambientali, non ultimi quelli degli animali, c’è un cenno alla necessità di un rinnovato “dialogo con le organizzazioni sindacali e datoriali”. Infine c’è un riferimento all’importanza della squadra che dovrà guidare Roma. “Rifiutiamo il modello dell’uomo o della donna sola al comando – si legge nella Carta d’intenti – puntiamo invece a valorizzare le intelligenze collettive che animano Roma quotidianamente”.

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