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Roma, bagno di folla per Calenda: “Andremo al ballottaggio con Gualtieri e vinceremo”

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Migliaia di persone a piazza del Popolo per la chiusura della campagna elettorale del candidato sindaco di Azione: "Siamo oltre 5.000"
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ROMA – Sono diverse migliaia le persone arrivate questo pomeriggio a piazza del Popolo per assistere al comizio finale del candidato sindaco di Roma per Azione, Carlo Calenda. La parte della piazza dedicata al comizio era già quasi piena prima dell’inizio degli interventi sul palco. Sono “ben oltre 5.000” le persone presenti, “tanto che la piazza è stata chiusa” a nuovi ingressi. È quanto fanno sapere gli organizzatori di Azione. “Temerario per aver scelto piazza del Popolo? Siamo già oltre la metà della piazza che ci aveva dato la Prefettura”, ha commentato Calenda durante un punto stampa prima di salire sul palco. E sul palco non ha mancato di arringare la folla: “Qui il oggi c’è il doppio delle persone che c’erano qui con la Meloni, l’avete capito che abbiamo riempito piazza del Popolo?”.

“SARÒ VOTATO DA CENTRO, DESTRA E SINISTRA”

C’è nervosismo nel Pd ma io tiro dritto. E vedo un ambiente strepitoso qui in piazza”, ha dichiarato il leader di Azione nel punto stampa. “Al ballottaggio andremo io e Gualtieri. Michetti non ci arriverà, ha fatto una campagna elettorale inesistente con un programma copiato. Me lo auguro perché con Gualtieri sarebbe un bel ballottaggio. Noi siamo una lista civica e il 90% dei candidati è rappresentato da ingegneri, medici e professionisti. Sarà votata da centro, da destra e da sinistra. Andremo noi al ballottaggio e vinceremo”.

GLI ATTACCHI AGLI AVVERSARI

Poi, dal palco di piazza del Popolo, Calenda si è idealmente rivolto agli avversari, cominciando dal candidato sindaco del centrodestra: “Michetti, puoi pensare di governare Roma senza avere un programma perché c’hai la Meloni dietro. Ma non ci riuscirai perché Roma è molto più seria di te“. Poi un attacco anche a Gualtieri: “Roma in 15 minuti, ma de che? Ma spiega cosa vuoi fare. Che sono questi slogan? Basta. È finito il tempo in cui i politici pensavano di poter prendere i voti sulla base dell’appartenenza”. Poi un ringraziamento alla folla venuta ad ascoltarlo: “Io passo per cattivo ma così mi commuovo – ha detto Calenda -. Quando dovevamo scegliere la piazza di chiusura qualcuno diceva Santi apostoli. Altri volevano solo un evento simbolico. Io ho detto no. Noi riempiamo piazza del Popolo. Noi vinciamo. Perché il lavoro duro paga sempre“.

“SERVE UN C… DI TERMOVALORIZZATORE”

A proposito della situazione rifiuti, per Calenda la strada è una sola: “Non si può parlare di rifiuti senza dire che ci vuole un ‘cacchio’ di termovalorizzatore, come succede in tutto il mondo, oltre allo spazzino di quartiere e 13.500 cestini“.

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