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25 aprile, il vice presidente nazionale dell’Anpi: “Russi aggressori, se ne devono andare”

Le parole del numero due dell'Anpi, Alessandro Pollio Salimbeni, che ha partecipato alle celebrazioni per il 25 aprile ad Aosta: "Si fermi la guerra e i russi devono tornare a casa"

AOSTA – “Lo dico nel modo più semplice: la Russia ha aggredito l’Ucraina e nel fare questo si è assunta tutta la responsabilità etica e politica degli avvenimenti che ne conseguono, le morti, le distruzioni, la sensazione di pericolo che percorre l’Europa e la destabilizzazione del mondo. Ciò che possiamo dire è si fermi la guerra e i russi devono tornare a casa“. Lo ha detto il vicepresidente nazionale dell’Anpi, Alessandro Pollio Salimbeni, durante le celebrazioni per il 25 aprile in piazza Chanoux ad Aosta.

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Questa mattina, nel capoluogo regionale, sono stati ricordati i caduti in guerra con la deposizione di una corona al cimitero comunale e al Giardino della Rimembranza, in via Boniface Festaz. Le celebrazioni si sono concluse in piazza Chanoux con l’alzabandiera e la deposizione di una corona al monumento del soldato valdostano alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, dei rappresentanti dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia e della associazioni combattentistiche e d’arma, dei militari del Centro addestramento alpino e della banda municipale di Aosta.

Erano presenti il presidente della Regione Valle d’Aosta Erik Lavevaz, il sindaco di Aosta Gianni Nuti, il comandante del Centro addestramento alpino Marcello Orsi e il segretario della sezione valdostana dell’Associazione nazionale ex internati Sergio Milani. La cerimonia si è aperta con la lettura dei primi sei articoli della Costituzione italiana, a cura dei i ragazzi del Gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco Giuseppe Godio.

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“LA RESISTENZA ARMATA NON SAREBBE STATA POSSIBILE SENZA IL SOSTEGNO DI CHI HA COMBATTUTO SENZA ARMI”

La Resistenza “è stata un fatto plurale e multiplo“, ha ricordato Salimbeni, animata “da combattenti in armi e combattenti senza armi, ma i primi non ce la faranno mai senza la solidarietà e il sostegno, anche solo psicologico, dei secondi“. E aggiunge: “La pace non si invoca, si costruisce”, ma “il problema è che la pace non è soltanto l’assenza di guerra.
Pace è una cultura diversa. Pace è cercare di comprendere le preoccupazioni di ciascuno e a partire da queste costruire un sistema di sicurezza collettiva condiviso”, che si traduce in “sicurezza europea, politica estera europea, difesa europea, intesa come funzione di autoprotezione senza orizzonte di sfida, e progressiva rinuncia alle armi nucleari”. L’arma nucleare “fu conclusione della seconda guerra mondiale e dopo di essa nulla è più stato come prima- conclude il vicepresidente nazionale dell’Anpi-: l’artigiano della pace che richiama il Papa da quel punto deve iniziare il suo lavoro”.

Gli eventi organizzati per celebrare il 25 aprile riprenderanno questo pomeriggio. Alle 15 è in programma una passeggiata commemorativa nelle vie della città di Aosta dedicate ai protagonisti della Resistenza valdostana, insieme a Paolo Momigliano Levi. L’iniziativa è organizzata dall’Istituto storico della Resistenza e dalla società contemporanea in Valle d’Aosta. Il ritrovo è al quartiere Cogne, sotto i portici di corso Battaglione. Seguiranno, alle 16.30, in piazza Chanoux, il concerto della banda musicale di Aosta e la cerimonia dell’ammainabandiera.

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2022-04-27T09:15:00+02:00