‘Arrendetevi o perite’, i giorni della Liberazione

Prima fu Bologna, il 21. Poi il 23 insorse Genova. Mercoledì 25 aprile toccò a Torino e Milano
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ROMA – Prima fu Bologna, il 21. Poi il 23 insorse Genova. Mercoledì 25 aprile toccò a Torino e Milano. Alle 8 del mattino il Clnai (Comitato di liberazione nazionale alta Italia), riunito nel Collegio dei salesiani in via Copernico, annunciò l’insurrezione a Milano. Nel capoluogo lombardo si combatteva già dal giorno prima e in quelli a venire si sarebbe continuato a sparare a Venezia, Piacenza e poi in tutta Italia fino alla fine del mese.

Era la liberazione dal nazifascismo: dopo vent’anni di dittatura l’Italia tornava a respirare la libertà

A guerra conclusa, un decreto legislativo del governo italiano provvisorio, datato 22 aprile 1946, dichiarò ‘festa nazionale’ il 25 aprile, limitatamente all’anno 1946. La scelta venne fissata in modo definitivo con la legge n. 260 del maggio 1949, presentata da Alcide De Gasperi in Senato nel settembre 1948, che stabilì che il 25 aprile sarebbe stato un giorno festivo, “anniversario della liberazione”. Alla testa del comando che entrò a Milano c’era Sandro Pertini, partigiano e membro del Comitato di liberazione nazionale. Nessuno come lui ha incarnato i valori della Resistenza: pestato, incarcerato, confinato, condannato a morte. Fu poi presidente della Camera e capo dello Stato.

Dalle frequenze di radio ‘Milano libera’ Pertini diffuse il proclama passato alla storia

“Cittadini, lavoratori. Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”. Dopo vent’anni di dittatura, la penisola tornava a respirare la libertà. La sera del 25 aprile Benito Mussolini abbandonò Milano diretto a Como; verrà catturato dai partigiani due giorni dopo e ucciso il 28 aprile.

Una grande manifestazione di celebrazione della liberazione si tenne a Milano il 28 aprile

Gli americani arrivarono nella città il primo maggio. La guerra finì qualche giorno dopo, sancita dalla resa di Caserta il 29 aprile 1945, lo stesso giorno in cui i cadaveri di Mussolini e Claretta Petacci venivano esposti a piazzale Loreto. Firmata alla presenza di ufficiali delegati inglesi, americani, tedeschi e di un osservatore russo, era una resa incondizionata che doveva diventare operativa a partire dal 2 maggio. Le forze nazifasciste in Italia erano sconfitte. L’ultima tappa della Liberazione è quella del 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica italiana, che verrà proclamata il 18 dello stesso mese.

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