In casa editrice Laterza un incontro con scrittori e ministro Fioramonti: “L’integrazione è arricchimento”

Giuseppe Laterza: "E' il vero tema del nostro tempo". Presentati i libri di Ongini, Coniglio e Kader Diabate con Giancarlo Visitilli
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Il tema dell’integrazione è stato al centro di un appassionato incontro nella sede romana della casa editrice Laterza, a cui ha partecipato, tra gli altri, anche il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Il dibattito organizzato da Giuseppe Laterza – che ha sottolineato come “l’integrazione oggi sia il vero tema del nostro tempo” – grazie agli interventi di scrittori, docenti e giornalisti, ha consentito di sviscerare la questione in ogni suo aspetto: integrazione nella scuola, integrazione in rapporto alle migrazioni, integrazione tra culture diverse.

“Noi italiani non abbiamo ancora compreso quanto è importante avere capacità integrativa – ha dichiarato Fioramonti – Dobbiamo superare le barriere, i pregiudizi, e capire che integrazione significa arricchimento. La scuola sta facendo molto in questo campo, sia sull’integrazione, che sulla supplenza delle carenze familiari. Dobbiamo esserne fieri”. Fioramonti ha quindi ricordato di essere a favore dello Ius Culturae.

Durante l’incontro sono stati presentati tre libri pubblicati da poco: ‘Grammatica dell’integrazione’ di Vinicio Ongini, ‘La pelle in cui abito’ di Kader Diabate con Giancarlo Visitilli e ‘Aiutateci a casa nostra’ di Nicola Daniele Coniglio. Oltre al saggio ‘Immigrazione. Cambiare tutto’ di Stefano Allievi, uscito lo scorso anno. Il libro di Ongini, autore di saggi e di libri per bambini, è un viaggio dentro le scuole che chiama a raccolta i tanti protagonisti “che ogni giorno costruiscono l’integrazione nel nostro Paese: insegnanti, genitori, artisti, alunni. Senza un lavoro corale non si potrebbe costruire nulla- ha sottolineato Ongini- fare integrazione vuol dire costruire legami di comunità e scoprire che l’influenza reciproca può essere vantaggiosa”.

Uno dei momenti più toccanti del dibattito è stato l’intervento di Kader Diabate, arrivato tre anni fa dalla Costa d’Avorio dopo aver attraversato il deserto, essere stato incarcerato in Libia e aver superato indenne il viaggio nel Mediterraneo. Oggi ha 20 anni, è diventato ambasciatore Unicef, e ha raccontato la sua storia – che porta in giro per le scuole – a Giancarlo Visitilli, scrittore, giornalista e docente di Lettere in un liceo di Bari. Diabate, che si definisce un “migrante-sognatore“, ha posto l’accento sull’importanza della lingua. “Se non avessi avuto chi mi ha insegnato da subito l’italiano, non sarei qui ora. In tre anni, grazie allo studio della lingua, ho potuto passare gli esami di terza media, frequentare le superiori e quest’anno darò l’esame di maturità da privatista. Io oggi studio e voglio continuare a farlo, ma altri ragazzi come me non hanno avuto questa possibilità. Per questo dico che la chiave per integrarsi in una società diversa passa per la scuola e l’istruzione. Se manca questo, non è possibile integrarsi veramente. E’ più facile che emergano paura e ignoranza”.

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