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Proust, il 26 maggio escono i 75 fogli spariti della ‘Recherche’

Scomparsi per 60 anni e ritrovati solo ora, a casa del proustiano Bernard de Fallos: finalmente anche i lettori italiani potranno scoprire il tassello mancante nell’universo della Recherche

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ROMA – Proust inedito. Nel centenario della scomparsa dello scrittore, la Nave di Teseo sta per mandare in libreria (il 26 maggio) i settantacinque fogli che compongono il nucleo originale di ‘Alla ricerca del tempo perduto’. Un vero regalo per i lettori italiani, che finalmente potranno scoprire il tassello mancante nell’universo proustiano della Recherche.

FOGLI SPARITI PER 60 ANNI E RITROVATI SOLO ORA

I settantacinque fogli, spariti per sessant’anni, riuniscono i temi emotivamente e narrativamente più importanti del romanzo: l’infanzia, la casa di campagna e le sue due passeggiate, il bacio negato della mamma, i soggiorni al mare con le ragazze in fiore, i nobili, Venezia. Compaiono inoltre figure e momenti poi abbandonati: la morte straziante della mamma, che ritrova in quel momento il viso della giovinezza, e passaggi comici, come un capriccio del fratellino Robert e una lettera esilarante della nonna. Cercati a lungo, solo ora sono stati ritrovati, in casa del proustiano e grande editore Bernard de Fallois, scomparso nel 2018.

TESTI MOLTO AUTOBIOGRAFICI

Sono testi molto autobiografici, vicini alla vera vita di Proust – il narratore si chiama Marcel, ma già compare l’“Io” narrante, intimo e universale, che fonda la Recherche. Un maestoso apparato di note della specialista Nathalie Mauriac Dyer (una pronipote di Proust) ricollega questi fogli ai manoscritti successivi, prima che questi passaggi approdino al romanzo come lo conosciamo: e così si chiariscono gli aspetti (come l’omosessualità, l’ebraismo, e molti altri) cui quelle pagine perse alludono. Sono sequenze brevi, ma Proust già scrive pienamente come nel suo capolavoro. La traduzione è stata perciò affidata a una letterata proustiana, Anna Isabella Squarzina; l’introduzione per il pubblico italiano è di Daria Galateria, che ha annotato la prima edizione commentata al mondo della Recherche.

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2022-05-24T12:10:54+02:00