‘Se non puoi sedurla, puoi sedarla’: bufera sul vicesindaco di Roverè Veronese, caso in procura

Loris Corradi, eletto nel 2016 con la lista 'Lega Nord - Civiche', scaricato dal Carroccio: "E' membro di FdI"
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ROMA – Dopo essere diventato un caso sulla stampa, finisce sul tavolo dei pm di Verona l’episodio che domenica scorsa ha visto protagonista il vicesindaco di Roverè, in provincia di Verona, Loris Corradi, salito sul palco della festa di Santa Viola ad Azzago di Grezzana Veronese indossando una t-shirt con la scritta ‘Se non puoi sedurla, puoi sedarla’.

L’associazione di avvocati e attivisti per i diritti delle persone Lgbtq Gaylex ha infatti presentato un esposto alla Procura di Verona, in cui si chiede di “accertare se quella frase integri gli estremi dell’istigazione a delinquere, ovvero dell’istigazione alla violenza sessuale”.

Secondo l’associazione, infatti, la frase che campeggiava sulla t-shirt indossata da Corradi è “gravissima e offende non solo le donne, ma tutti i cittadini e soprattutto le tante vittime di stupro, che certamente non avranno niente da ridere leggendola”. Da qui la decisione, come “avvocati e attivisti che si battono per l’eguaglianza e per un Paese in cui veicolare messaggi che istigano alla violenza non sia considerata goliardia, bensì pericolo concreto per le vite altrui”, di presentare l’esposto.

Nel frattempo Corradi, vicesindaco in una Giunta di centrodestra ed eletto con la lista ‘Lega Nord – Civiche’, è stato ‘scaricato’ dal suo partito, che in un comunicato ha smentito la sua appartenenza al Carroccio sostenendo che sia un esponente di Fratelli d’Italia, sia dal partito di Giorgia Meloni.

In una nota, infatti, Ciro Maschio, deputato e coordinatore provinciale veronese di Fdi, scrive che Corradi “non rappresenta Fratelli d’Italia a Rovere”, specificando che dopo essere stato “eletto nella lista Lega
Nord-Civiche, si era avvicinato al nostro partito tra il 2017
e il 2018 ma si era poi allontanato perché critico su alcune
scelte”.

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