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Prelievi coatti di minori in nome della patria potestà, il 27 luglio manifestazione a Roma

giustizia
In piazza Benedetto Cairoli. Ad annunciarlo il Progetto Medusa, il Comitato madri unite contro la violenza istituzionale e Maison Antigone
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ROMA – “Abbiamo indetto questa manifestazione per richiedere al ministero della Giustizia un intervento ispettivo urgente presso il Tribunale per i Minorenni di Roma e porre fine al calvario che vede protagonisti Laura Massaro e suo figlio in un caso giudiziario che è divenuto esemplificativo ed emblematico della situazione drammatica in cui versano centinaia di donne e minori in tutta Italia a causa di procedimenti giudiziari viziati irrimediabilmente dall’utilizzo delle consulenze psicoforensi basate su costrutti ascientifici e sul ripristino di fatto della patria potestà e che stigmatizzano e rivittimizzano madri idonee e incensurate solo in quanto madri che hanno osato voler difendere loro stesse e i loro figli”. Così in una nota il Progetto Medusa, il Comitato madri unite contro la violenza istituzionale e Maison Antigone con la quale annunciano la manifestazione ‘Basta prelievi forzosi dei minori in nome della patria potestà a partire dal caso Massaro’, che avrà luogo il 27 luglio 2021 (ore 11-13) a Roma in piazza Benedetto Cairoli (adiacenze ministero della giustizia).

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La mamma di Laura Massaro: “Il 5 luglio hanno tentato di prelevare mio nipote”

La Pas/ Ap o costrutti ad essa assimilabili quale madre malevola, simbiotica, ostativa, ecc.  è stata già censurata dall’OMS, dalla Cassazione che la definisce incostituzionale e teoria di stampo nazista e dalle organizzazioni nazionali e internazionali ma è ugualmente passata culturalmente nei tribunali in nome della imposizione della frequentazione di padri violenti e abusanti o comunque rifiutati dai figli, con i figli stessi- prosegue la nota-. Non si crede alle donne e bambini e alle loro denunce e vengono totalmente ribaltati i ruoli vittime/carnefici col grave rischio di ridurre le donne al silenzio e al non denunciare più le violenze pur di non vedersi strappare i bambini come sta accadendo ormai sistematicamente in tutta Italia e come anche rilevato nel report del Grevio del 2020 e dalla recente relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e ogni altra forma di violenza. Come ben rilevato dai suoi legali nell’esame minuzioso degli atti processuali, Laura Massaro ha subito violazioni gravissime dei suoi diritti e delle libertà fondamentali nei lunghi 8 anni di procedimento giudiziario in cui peraltro è stata sempre riconosciuta madre assolutamente idonea, capace e adeguata dai numerosi operatori intervenuti tanto che una sentenza d’appello datata 03.01.2020 revocava per 3 gravi e ben motivate ragioni, compreso un documentato motivo di rischio salute per il figlio, l’allontanamento del bambino da lei sia per collocamento presso il padre che presso una casa famiglia. In spregio a ciò in data 4 giugno 2021 il Tribunale per i Minorenni di Roma ha nuovamente decretato l’allontanamento del minore dalla madre, minore che vive da allora nel terrore di essere portato via da sua madre e dalla sua vita contro la sua volontà espressa. A partire dalle 3 CTU subite in poi in cui Laura Massaro è stata accusata di alienazione parentale, tutto il suo iter giudiziario è stato scandito da continue e reiterate intimidazioni, minacce, ricatti fiaccando anche la sua capacità economica con continue condanne alle spese processuali. E’ stata denigrata la parola di questa madre per aver mantenuto la testa alta e libertà di espressione e critica e per avere osato denunciare anche mediaticamente quanto avveniva a lei e ad altre donne nei procedimenti di affidamento dei figli divenendo il volto simbolo di una lotta che oggi finalmente, dopo anni di silenzio, vede molte madri e associazioni scendere in piazza per denunciare un sistema, la violenza istituzionale subita e subenda e per chiedere in primis una non più rimandabile riforma della Legge 54 del 2006 che di fatto si è rivelata essere una legge discriminatoria per madri e bambini, una legge con cui l’attacco al legame materno e il ripristino della patria potestà violenta è divenuto sistematico e feroce sebbene vi sia sempre stato un tentativo di malcelarlo sotto il nome della bigenitorialità quando risulta evidente invece che la figura materna subisce una totale ablazione una volta che i minori sono consegnati ai padri o alle case famiglia. Le madri come Laura Massaro sono sottoposte per giunta ad una totale ed ingiustificata criminalizzazione sociale, rappresentate peggio di soggetti criminali. I minori sono soggetti di diritto non oggetto come vuole la nuova genitorialità maschile e  il trattamento a cui viene sottoposto il figlio di Laura Massaro, e non solo lui ma tutti gli altri bambini vittime di questo sistema e di queste pratiche aberranti, è un trattamento inumano e degradante, è tortura”.

“I bambini che chiedono di restare con la madre- si legge ancora nella nota- e che rifiutano di vedere il padre sono trattati peggio dei criminali e deportati forzosamente con l’uso delle forze dell’ordine senza più potere avere contatti con gli affetti che fino a quel momento erano stati il loro sicuro punto di riferimento. Chiediamo pertanto alla ministra Cartabia, che tanto interesse e giustamente sta dimostrando verso i diritti dei carcerati ad esempio mandando immediate ispezioni nelle carceri dove si sono consumati crimini contro i detenuti, di sospendere immediatamente i prelievi dei minori e di avviare altrettanto immediatamente un’ispezione nei Tribunali civili e per i minorenni e porre fine a questa violenza vicaria indegna di un paese civile e di uno stato democratico e di diritto. Ci rifiutiamo come società civile di accettare che in nostro nome vengano emessi dall’autorità giudiziaria provvedimenti intimidatori e violativi della Costituzione, delle norme del diritto nazionale e internazionale, della Convenzione di Istanbul e delle Convenzioni nazionali e internazionali sui diritti dei fanciulli”.

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