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Caso Massaro, avv. Boiano: “Su bimbo trattamento degradante, è tortura”

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"Nessuno dei giudici togati ha avuto il sentire umano e il buon senso di guardare negli occhi questo bambino verso cui hanno adottato una misura cosi grave"
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ROMA – “Laura Massaro ha subito violazioni gravissime di diritti e delle libertà fondamentali. Tutto il suo iter giudiziario è stato scandito da intimidazioni, minacce, fiaccando anche la sua capacità economica. E’ stata denigrata la sua parola per aver mantenuto la testa alta e libertà di espressione e critica. L’ultimo provvedimento che prevede la decadenza della responsabilità genitoriale provoca infine una criminalizzazione sociale. Ricordo, e lo vediamo nei centri antivolenza, che la decadenza paterna giunge, se giunge, dopo tre gradi di giudizio per reati di violenza sessuale, abusi e maltrattamenti”. Sono le parole dell’avvocata di Differenza Donna, Ilaria Boiano che, nella conferenza stampa di oggi pomeriggio indetta per chiedere di sospendere i prelievi forzati dei minori, sul caso Massaro, accusata di alienazione parentale che rischia di perdere il proprio figlio per ultimo decreto del Tribunale per i minorenni, ha denunciato la violazione di diritti costituzionali a danno di questa madre e di suo figlio.

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Per la precisione “l’articolo 2, 3, 13, 32, 101 e 111. I minori sono soggetti di diritto non oggetto come vuole la nuova genitorialità maschile- ha aggiunto l’avvocata- e il trattamento a cui viene sottoposto il figlio di Laura Massaro è un trattamento umano degradante, è tortura. Nessuno dei giudici togati ha avuto il sentire umano e il buon senso di guardare negli occhi questo bambino verso cui hanno adottato una misura cosi grave”, ha sottolineato.

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Chi è il figlio di Laura Massaro che vive in attesa che qualcuno venga a portarlo via dalla casa in cui vive con i suoi affetti? Un “bambino con un quoziente intellettivo superiore alla media, un piccolo genio, ha partecipato alle Olimpiadi di matematica, ha tutti dieci a scuola dalla prima elementare, ama il basket e soffre di una patologia autoimmune che gli ha lasciato un’ipertensione che si acuisce nei periodi di stress”. E’ Lorenzo Stipa, legale di Laura Massaro, a descriverlo per le persone in ascolto in conferenza stampa ed è lui a tornare sui passaggi cruciali della storia della sua assistita finita insieme al bimbo “ormai alle porte dell’adolescenza” e ai nonni materni in un incubo.

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“Un procedimento- ha ricordato l’avvocato- che ha superato il limite dei 6 anni previsto dalla legge sul giusto processo, iniziato con il procedimento di affidamento nel 2013, quando era in corso la prima CTU. Questo bambino ha raccontato di molestie da parte del padre, durante la libera frequentazione che aveva con lui; la signora Massaro ha denunciato, a partire da racconti audioregistrati del figlio. Mamma e minori non sono mai stati sentiti e questa querela è stata archiviata insieme ad altre 24 sporte dall’ex compagno. Come è stato possibile?” ha chiesto l’avvocato che ha poi ricordato come da quegli incontri liberi si fosse passati al regime di “incontri protetti nel 2014” e come i verbali dei servizi sociali “fossero positivi su madre, nucleo familiare e bambino”.

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La vicenda Massaro, come quella di molte madri accusate di alienazione parentale, cambia infatti radicalmente con le Ctu (consulenze tecniche d’ufficio). “La prima del 2013, la seconda nel 2018 e l’ ultima nel 2021 di natura trasformativa”. Ha ricordato ancora Stipa: “La CTU del 2018 è stata rinviata a giudizio per falso ideologico di pubblico ufficiale in atto pubblico con udienza preliminare davanti al Gup a settembre e tutto il procedimento è rimasto in piedi? La signora Massaro ha lanciato una denuncia pubblica e ha rotto il silenzio e questo le è stato sempre rinfacciato- ha detto l’avvocato- e nonostante la Corte d’Appello di Roma, a gennaio 2020, avesse bloccato ogni prelievo del minore si è arrivati a questo ultimo decreto del Tribunale per i minorenni. Il nostro reclamo- ha concluso- di 150 pagine è stato respinto in 4 giorni senza un’udienza. Mamma e bambino sono in pericolo”. L’avvocata di Differenza Donna, Ilaria Boiano, ha ricordato infine: “La Corte Europea, sempre invocata dai padri separati, dice che mai alcun provvedimento deve esser preso contro l’interesse del minore”.

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