Coronavirus, a Piacenza Amazon in sciopero da più di una settimana. E continua

Gli incontri sindacato-azienda non hanno risolto il braccio di ferro attorno alla sicurezza dei dipendenti
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BOLOGNA – E’ ancora sciopero nel magazzino Amazon di Piacenza: partito lunedì della scorsa settimana è andato avanti fino a oggi e ad oggi “continua”. Gli incontri sindacato-azienda non hanno risolto il braccio di ferro attorno alla sicurezza dei dipendenti del deposito di Castel San Giovanni (1.600 gli addetti diretti, quasi 2.000 contando anche il personale in somministrazione). Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e Ugl terziario chiedono maggiori tutele per i dipendenti e il colosso dell’e-commerce ha fatto sapere di aver adottato le misure di sicurezza sia per chi opera in magazzino che per chi si occupa delle consegne. E così la quadra non si è trovata. Per questo lo stato di sciopero è stato mantenuto e “continua”, fanno sapere i rappresentanti dei lavoratori. Che ora provano a giocare la carta dell’ordinanza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ieri sera ha disposto ulteriori misure restrittive per l’intero territorio della provincia di Piacenza.

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I sindacati stanno lavorando ad un verbale da sottoporre ad Amazon prendendo le mosse dai contenuti dell’ordinanza. Sul punto della logistica e delle piattaforme online, l’ordinanza prescrive che “possono proseguire le attività di logistica e magazzino limitatamente alla gestione di merci la cui ricezione, immagazzinamento, lavorazione e spedizione (anche finalizzata alla vendita al dettaglio attraverso piattaforme di vendita al dettaglio on line) è connessa ad attività o filiere riguardanti beni essenziali compresi nell’allegato del Dpcm dell’11 marzo scorso, che prevede un elenco di attività di commercio al dettaglio che non vengono sospese, da ipermercati, supermercati, discount alle ferramenta e agli articoli per animali”.

Sempre al punto della logistica, l’ordinanza su Piacenza di Bonaccini raccomanda “ulteriori misure di distanziamento per la sicurezza dei lavoratori, quali l’articolazione delle attività su più turni e lo scaglionamento dei servizi di mensa e degli orari di pausa”.

Il dispositivo varato ieri sera dalla Regione precisa che le attività consentite e quelle necessarie a garantire il prosieguo delle filiere modo autorizzate, “devono vedere la preventiva comunicazione al prefetto” di Piacenza, il quale può sospenderle “qualora ritenga che non sussistano le condizioni previste”.

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24 Marzo 2020
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