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Black Friday, Piacenza in prima fila nella ‘guerra’ mondiale ad Amazon: maxi sciopero il 24 novembre

Ci sono anche i lavoratori del magazzino Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza) nella maxi protesta globale che dagli Usa alla Gran Bretagna cercherà di ostacolare il colosso Amazon proprio alla vigilia del Black Friday. L'azienda non ci sta e risponde: "I nostri stipendi sono già ampiamente superiori rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale"

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BOLOGNA – Da Coventry alla California, dalla Germania fino a Piacenza. E’ uno sciopero ‘globale’ quello indetto nel giorno del Black friday, dopodomani venerdì 24, con lo slogan della campagna internazionale Make Amazon Pay” per il Black Friday”. E uno dei ‘centri’ su cui si richiama l’attenzione è proprio la città emiliana. Progressive International e Uni Global Union nel meeting del mese scorso a Manchester hanno deciso di rilanciare la campagna anche per il 2023 per chiedere “non solo una retribuzione più giusta e dignitosa, ma anche un impegno specifico per ridure l’impatto ambientale e per pagare integralmente le tasse che deve nei paesi in cui opera”. Di qui la giornata di mobilitazione, che “cresce ogni anno perché il movimento” di pressione su Amazon “continua a diventare sempre più grande e più forte. I lavoratori sanno che non importa in quale paese ti trovi o quale sia il tuo titolo professionale, siamo tutti uniti nella lotta per salari più alti“, ha affermato Christy Hoffman, segretario generale di Uni Global Union.

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SCIOPERO IN GRANDE BRETAGNA, USA E ITALIA

E lo stesso sindacato mondiale segnala sul suo sito che i lavoratori di Amazon scioperanno nel Regno unito, in Germania, in Italia (a Piacenza, appunto) e negli Usa. In Uk, il sindacato Gmb contesta la recente offerta di retribuzione di una sterlina l’ora. Amanda Gearing, di Gmb, avvisa: “La verità è che questo Black Friday vedrà il più grande giorno di disruption industriale nella storia trentennale di Amazon“, è un “momento storico senza precedenti, con i lavoratori a bassa retribuzione che si scontrano con una delle aziende più potenti del mondo”. E dall’Italia rispondono: “Presenti”.

QUELLO DI PIACENZA È IL MAGAZZINO PIÙ IMPORTANTE D’ITALIA

“In Italia siamo abituati a difendere i nostri diritti e questa volta non è diverso. Lavorare in Amazon ci ha mostrato la necessità di un fronte unito per lottare per salari equi e condizioni di lavoro sicure. Questo sciopero del Black Friday è più di una protesta; è un messaggio che siamo tutti insieme, oltre i confini, lottando per ciò che meritiamo”. Giampaolo Meloni, esponente della Filcams Cgil che lavora nel magazzino Amazon di Castel San Giovanni in Emilia-Romagna, definito da Uni Global Union “il più importante d’Italia” Fa eco dalla Germania Rainer Reising, lavoratore Amazon: anche la sua voce è raccolta dal sito di Uni Global Union. “Ogni giorno affrontiamo le stesse sfide nel nostro magazzino di Amazon: salari bassi, stress elevato e mancanza di rispetto per i nostri diritti. Partecipare a questa Giornata di azione globale non riguarda solo noi in Germania, ma anche unirci ai nostri colleghi di tutto il mondo per chiedere un trattamento equo. Vogliamo che Amazon ci ascolti forte e chiaro: è ora di apportare cambiamenti in meglio”. Stessa cosa per Jessie Moreno, componente di Amazon Teamsters di Local 396 in California. Secondo un sondaggio globale Uni Global Union del 2023, il monitoraggio delle prestazioni di Amazon ha causato stress, pressione, ansia e un senso di sfiducia tra i suoi dipendenti in otto paesi chiave. L’indagine rivela che il 51% dei dipendenti segnala effetti negativi sulla salute e il 57% cita un peggioramento della salute mentale a causa del monitoraggio invasivo di Amazon.

E IL COLOSSO DELL’E-COMMERCE ‘SMONTA’ PROTESTA SUI SALARI

Amazon ribatte: “Siamo in disaccordo con le posizioni espresse dalla campagna ‘Make Amazon Pay'”.
In particolare, per quanto riguarda nello specifico il sito di Castel San Giovanni, “ci preme sottolineare che rivediamo regolarmente le retribuzioni attraverso un processo ben consolidato. La retribuzione di ingresso prevista dal contratto del Commercio è pari 1.655,98 euro”. Sulla base di una procedura interna di revisione annuale degli stipendi, a dall’1 ottobre scorso, la retribuzione di ingresso a Castel San Giovanni è stata portata a 1.765 euro, cioè circa il 7% in più rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale. Ad aprile il contratto del commercio prevedeva un incremento delle retribuzioni: anziché assorbirlo, “poiché i nostri stipendi sono già ampiamente superiori rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale, abbiamo deciso di rilanciare con un ulteriore aumento. Queste revisioni annuali degli stipendi ci permettono di garantire e mantenere una equità di trattamento salariale in tutto il network”. Allargando lo sguardo, Amazon rivendica di aver “creato milioni di buoni posti di lavoro e contribuito a creare e sostenere centinaia di migliaia di piccole imprese in tutto il mondo. Offriamo retribuzioni e benefit competitivi ai nostri dipendenti, con eccellenti opportunità di carriera e garantiamo a tutti un ambiente di lavoro moderno e sicuro”.

Amazon rivendica l’impegno di azienda “che acquista più energia rinnovabile al mondo per raggiungere un livello di emissioni nette di CO2 pari a zero entro il 2040, “con miliardi già investiti nella riduzione degli imballaggi, nell’energia pulita e nei veicoli elettrici”. Inoltre, dal suo insediamento in Italia, Amazon ha investito 16,9 miliardi di euro in Italia e ha creato 18.000 posti di lavoro a tempo indeterminato, di cui circa 1.700 solo Castel San Giovanni. Oltre a questo c’è il “supporto” a imprenditori e “chiunque intenda avviare un’attività in proprio, digitalizzare un’attività già esistente, oppure espandere il proprio business attraverso vari programmi: utilizzando il marketplace per la vendita o affidandosi alla rete di distribuzione di Amazon per lo stoccaggio e la consegna dei prodotti con la logistica di Amazon”. Il totale dei posti di lavoro indiretti “raggiunge la cifra record di 100.000 includendo i 60.000 posti di lavoro creati dalle piccole e medie imprese italiane che utilizzano i servizi di Amazon per far crescere il proprio business ed esportare i prodotti italiani nel mondo”. Nel 2022, più di 21.000 piccole e medie imprese hanno scelto di utilizzare “il nostro negozio per vendere online. Più della metà di queste ha esportato i propri prodotti, registrando oltre 950 milioni di euro di vendite all’estero, il 20% in più rispetto all’anno precedente. Entro il 2025, l’obiettivo è aiutare i partner di vendita a raggiungere 1,2 miliardi di euro di vendite all’estero”. Infine, Amazon ribadisce l’impegno alla sicurezza sul lavoro (“Solo nel 2022, in Italia, abbiamo investito circa sette milioni di euro ed erogato oltre 400.000 ore di formazione”).

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