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Il Friuli-Venezia Giulia fa le sue richieste all’Ue, dall’aula ok unanime a risoluzione

Il presidente del Cr Fvg, Piero Mauro Zanin, durante la videoconferenza Civex
Il consiglio regionale, presieduto da Mauro Piero Zanin, ha raccolto oggi in un documento le richieste all'Europa e i risultati sperati
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TRIESTE – Il Friuli Venezia Giulia decide gli obiettivi nell’ambito del dibattito europeo sulle priorità e le visioni per lo sviluppo futuro del territorio. Il consiglio regionale, presieduto da Mauro Piero Zanin, ha raccolto oggi in un documento le richieste all’Europa e i risultati sperati.

Documento frutto di un lungo iter, approvato all’unanimità. Un testo che, ha spiegato Zanin, “diventerà il secondo capitolo del Tavolo per la terza ripartenza, dopo la risoluzione che abbiamo approvato sul Pnrr. Sarà portato all’attenzione della Conferenza delle assemblee legislative italiane– aggiunge- per un confronto con gli spunti forniti dalle altre Regioni, prima di confluire in un testo destinato alla XIV Commissione del Senato che si occupa proprio di rapporti con l’Europa”.

Il documento affronta i temi indicati come prioritari dall’Unione europea, adattandoli comunque alle esigenze della regione. Per l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, con questo impegno, si sta costruendo il Friuli Venezia Giulia dei prossimi venti anni, con uno sforzo corale straordinario, grazie a una mediazione responsabile fra le diverse componenti, che lascerà i suoi effetti positivi in favore dell’intera comunità regionale.

Sul fronte del Green Deal europeo, l’obiettivo di riduzione del 55% delle emissioni di Co2, il consiglio regionale sollecita di limitare l’utilizzo dei terreni potenzialmente agricoli per la produzione energetica, di sostenere l’efficientamento energetico di edifici e produzioni industriali e chiede uno sforzo in più sulla raccolta differenziata. Parte di questo processo va anche nella direzione di implementare la produzione biologica. La Regione auspica contributi europei per l’agroalimentare in area montana e anche per la digitalizzazione del settore.

Attenzione puntata poi sul piano di azione europea per l’inquinamento zero di aria, acqua e suolo, e sulla necessità di spingere verso una mobilità sostenibile e intelligente, insieme all’aumento e al miglioramento dei trasporti pubblici. Si punta inoltre verso un sistema sempre più digitalizzato, dalle imprese pubbliche a quelle private, auspicando che entro il 2030 tutte le famiglie dell’Unione Europea possano disporre di connettività a 1 gigabit e tutte le aree popolate siano coperte dal 5G. Un obiettivo prioritario anche per il Friuli Venezia Giulia, che conta ancora molte zone prive di segnale. Interesse da parte dei consiglieri anche verso l’iniziativa legislativa europea di un sistema di identificazione elettronica, oltre a un’attenzione da riservare a tutti i lavoratori che ormai sono impegnati nello smart working.

Tra i traguardi da raggiungere un’economia al servizio delle persone, con l’esigenza di portare alla luce la particolare situazione dei lavoratori transfrontalieri i quali, pur essendo titolari di diritti riconosciuti dalla normativa dell’Ue, spesso non ne vedono l’attuazione. E considerando le zone confinarie si è parlato anche della revisione del pacchetto accise, soprattutto sulla tassazione sui prodotti del tabacco. Per arrivare a un’Europa più forte, il Friuli Venezia Giulia conta di avvalersi del contributo dei tanti enti di ricerca internazionali presenti in regione, valorizzando l’innovazione e sostenendo la ricerca scientifica per lo studio dei fenomeni globali. Il consiglio chiede anche di considerare una città della regione, o un’altra città italiana, come sede dell’istituenda Autorità europea per la ricerca e lo sviluppo in campo biomedico.

Si è discusso anche di migrazione, con la richiesta che la sua gestione sia affrontata unitariamente dall’Europa e non dai singoli Paesi, creando canali di ingresso legale per evitare flussi irregolari massicci da parte di cittadini di Paesi terzi.

La Regione esprime particolare interesse per l’obiettivo “diritti dei minori”, con la riqualificazione dei percorsi di presa in carico e interventi socio-educativi mirati, potenziamento e diffusione dell’affido familiare e di forme di affido leggero.

Si è parlato anche di possibili controversie con l’Unione Europea, in particolare nel settore della pesca, con restrizioni che non sempre si adattano ai diversi territori e che possono avere un impatto negativo in termini di sopravvivenza delle imprese del comparto. Auspicate regole equilibrate che accolgano le diverse istanze. Infine il consiglio chiede anche di intervenire per riqualificare rifugi alpini e percorsi escursionistici, adottando deroghe al regime vincolistico per sostenere interventi svolti da associazioni senza fini di lucro.

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